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Missione di due giorni nei territori colpiti dallo Tsunami; raccolte informazioni preziose

Postato da on feb 27th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un gruppo di esperti composto da ingegneri e guidato da Shinji Sato dell’Università di Tokio, insieme ad alcuni ufficiali della prefettura di Fukushima e a delle guide locali il 6 Febbraio ha dato avvio ad una missione di due giorni per verificare i disastri effettuati dal tragico Tsunami che inondò il nordest del Giappone circa un anno fa.

Le indagini hanno riguardato circa 2000 km di costa e insieme ai dati raccolti dalla Tokyo Electric Power Company (TEPCO) poco dopo il disastro, hanno fornito la più grossa quantità di informazioni mai raccolta su uno tsunami.

Nell’area in prossimità della centrale nucleare le onde devono essere state tre volte i muri di cinta dell’impianto, di soli 5,7 metri, in alcuni punti le onde hanno raggiunto 21 metri di altezza distruggendo tutto ciò che hanno incontrato.

Nei pressi della zona contaminata, vicino le città di Futaba, Okuma, e Tamioka, le onde avevano un’altezza media di 11 metri. Purtroppo ha dichiarato Harry Yeh, un ingegnere civile della Oregon State University che ha partecipato alla missione, reperire informazioni certe ad un anno di distanza è una vera e propria sfida, molti detriti vennero spostati durante le ricerche dei dispersi. Raccogliere prove esatte della dinamica del disastro per gli ingegneri è fondamentale per realizzare misure di sicurezza adatte a prevenire un impatto altrettanto distruttivo in futuro.

Nonostante i territori coinvolti siano totalmente distrutti alcune cose sono sorprendentemente intatte dichiara Harry Yeh, sono state ad esempio ritrovate in perfette condizioni le bandiere di una scuola elementare nei pressi di Namie, e un gregge di mucche ha continuato tranquillamente a pascolare su un cumulo di macerie, in un ristorante invece è stato ritrovato un giornale dell’11 marzo, il giorno del terremoto, assolutamente perfetto.

Al di là delle difficoltà, i dati raccolti sono innumerevoli, sono stati visitati 27 siti per un totale di 1.256 km quadrati, gli scienziati sono così riusciti a realizzare delle simulazioni che consentiranno di avere una visione chiara degli eventi e delle future misure da adottare in zone a rischio.

Fonte: Nature.com


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