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MLN 4924: un farmaco contro tutti i tipi di tumore

Postato da on mar 19th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Skp2, questo il nome del gene coinvolto nelle patologie tumorali. Una ricerca condotta presso l’Harvard University di Boston ha rilevato che una sovra espressione di questo particolare gene coincide drammaticamente con l’insorgenza di processi oncogeni.

Caratteristica principale del cancro è la proliferazione delle cellule, ovvero la loro crescita e moltiplicazione incondizionata, meccanismo che è alla base della rapida diffusione del tumore in diverse sedi dell’organismo, fenomeno spiegabile con il fatto che le cellule tumorali non vanno incontro al processo di senescenza che le condurrebbe inevitabilmente alla morte.

Il riscontro di un’iperattivvità del gene Skp2 in presenza di malattie tumorali è stato fattore guida nello studio intrapreso all’università di Boston, in quanto ha suggerito ai ricercatori l’idea che disattivando il gene in questione si potesse bloccare la crescita del tumore; ipotesi che si è trasformata in una realtà scientifica. Un esperimento condotto su topi di laboratorio ha, infatti, permesso di osservare che alla soppressione del gene Skp2 corrisponde la morte delle cellule tumorali, o meglio, si innesca un processo di senescenza di suddette cellule che poi le porta a morte. Si è così potuta registrare nel giro di sei mesi una regressione del tumore.

Una scoperta che si affianca ad un’altra ancor più entusiasmante, in quanto è già stato messo a punto un farmaco sperimentale chiamato MLN 4924, della Takeda Pharmaucetical Company, con funzione anti Skp2. In sostanza esso asseconda un meccanismo di difesa naturale già insito nel nostro organismo che permette, per esempio, alla pelle di difendersi dai danni del sole, promuovendo nella cellula scottata un processo di autodistruzione; l’MLN 4924, bloccando il gene Skp2,  è in grado di innescare l’autoistruzione delle cellule tumorali.

Il raggiungimento di questo importante traguardo nel campo della ricerca contro il cancro si deve all’italiano Pier Paolo Pandolfi, scienziato che già giovanissimo, tra gli anni ‘80 e ‘90, si era dedicato alla ricerca in ambito oncologico presso il gruppo di ricercatori italiani guidati dal Prof. Giuseppe Pellicci a Perugia; successivamente Pandolfi si è trasferito in Inghilterra e poi ancora a New York al Memorial Sloan Kettering Cancer Institute. Attualmente è alla guida di un laboratorio della Harvard University di Boston, pur mantenendo intensissimi i contatti con l’Italia, dove torna di frequente per continuare a offire il suo contributo; moltissimi, poi, gli italiani nel suo gruppo di studio a Boston.

Già nel 2008 Pandolfi aveva effettuato un’altra importante scoperta, rilevando la riduzione della proteina Pten in presenza di qualsiasi forma tumorale, fatto che aveva indotto il ricercatore ad affermare che all’origine di tutti i tumori vi è un denominatore comune, delle anomalie dei meccanismi genetici; questo risulta essere confermato oggi dall’osservazione del comportamento del gene Skp2, anch’esso implicato in tutti i tipi di tumore.

Ciò significa che se le ulteriori sperimentazioni sul farmaco anti Skp2 ribadiranno i risultati emersi sinora, la cura potrebbe essere efficace per sconfiggere qualsiasi tipo di tumore.

 Fonti: Asca


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