Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Modello dell’evoluzione sociale dei primati

Postato da on nov 15th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Gli antropologi sono riusciti a ricostruire la storia dell’evoluzione sociale di api o uccelli, deducendo che il loro sistema sociale si sia sviluppato per gradi. Inizialmente gli scienziati hanno ipotizzato questi animali vivevano in coppie, poi al nucleo base si è aggiunta la prole e piano piano singole coppie sono diventate raggruppamenti di più animali. Molti scienziati ritengono che anche nel caso dei primati sia accaduta la stessa cosa, viceversa altri sostengono che questo cambiamento sia stato repentino e non graduale. La causa del cambiamento, inizialmente si riteneva fosse dovuta ad esigenze ambientali, ad esempio gruppi di primati che vivevano in aree dove c’era scarsità di cibo hanno iniziato a vivere in gruppo per aiutarsi a vicenda. Questa ipotesi iniziale tuttavia è risultata infondata, poiché differenti specie di primati, in differenti condizioni ambientali, hanno sviluppato lo stesso sistema sociale. Gli scienziati hanno inoltre ricostruito che il loro attuale sistema sociale si differenzia in misura ridotta rispetto a quello dei loro antenati. Attraverso dei modelli statistici hanno ricostruito che gli antenati delle scimmie moderne sono passati dal vivere da soli al vivere in gruppo in modo repentino, come accennato precedentemente. Questo cambiamento deve essere avvenuto quando i primati si divisero dai lemuri o da altre specie di antenati ed iniziarono ad essere più attivi durante il giorno piuttosto che di notte, questo cambiamento li porto per necessità a vivere in gruppo, perché se soli durante la notte potevano facilmente nascondersi dai predatori, di giorno era diventato più difficile, per questo capirono che era più sicuro vivere insieme. Secondo le indagini svolte dai ricercatori della Oxford University questo cambiamento deve essere avvenuto circa 58 milioni di anni fa.

 


Leggi Ancora

Lascia una risposta