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No alla pena di morte, no a processi ingiusti

Postato da on set 23rd, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Negli Stati Uniti gli errori giudiziari spesso non vengono riconosciuti dalle Corti Supreme.

Sono rari i casi nei quali i giudici si ravvedono dei propri errori.

Come si fa a non dare la revisione del processo, quando sette dei nove testimoni ritrattano sulle accuse verso una persona accusata di omicidio e condannata alla pena di morte?

Ritrattano sostenendo tutti, che le loro dichiarazioni erano state estorte da agenti di polizia.

Queste dichiarazioni erano la prova centrale dell’accusa.

Un’ingiustizia profonda.

Come si fa a rimanere silenti di fronte a un palese errore giudiziario?

Come si fa a non rimanere profondamente colpiti nel sapere, che ieri quest’uomo condannato ingiustamente, dopo ventidue anni di carcere è stato giustiziato.

Troy Davis il suo nome, un afroamericano di 43 anni.

Oltre alla denuncia sempre e ovunque contro la barbarie della pena di morte la stessa denuncia va estesa, affinché i processi vengano gestiti con equità, che l’errore  giudiziario quando c’è stato deve essere riconosciuto.

Un INNOCENTE ieri è stato giustiziato nel carcere di Jackson in Georgia (Stati Uniti).

Le sue ultime parole alle quali credo profondamente sono state : state uccidendo un innocente.

Gli uomini e le donne libere devono riflettere su questo suo urlo e questa condanna a morte di un innocente possa essere in futuro risarcita con l’abolizione della pena di morte.

 

 

L’Aquila 22.09.11                  Giulio Petrilli


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