Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Noi c’eravamo….ma non abbiamo capito

Postato da on ott 18th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lunedì 17 ottobre, stiamo ancora contando i feriti, i danni alla città e ai mezzi della polizia (quelli che restano), a rivedere le fotografie ed i filmati di quanto accaduto sabato 15 ottobre a Roma, dopo mesi di… studi e pianificazioni. Nella drammaticità di quello che è accaduto, ma soprattutto di quello che “non è accaduto”, è necessario evidenziare nel modo più altisonante possibile l’assoluta compostezza dei poliziotti che hanno lavorato in condizioni difficilissime, senza perdere nemmeno per un istante la necessaria ed elevatissima professionalità, la freddezza e il rispetto per la gente. Fattori, tutti decisivi, che hanno limitato i danni di una gestione quantomeno “discutibile”. Eppure il prezzo pagato in termini di feriti è stato ingentissimo; tutto il mondo ha assistito ad uno spettacolo aberrante. Non una manganellata di troppo, non una violenza gratuita, nemmeno gli atteggiamenti hanno mai assunto aspetti provocatori o di sfida. Quanti di noi si sono rivisti e riconosciuti negli slogan scanditi da quei ragazzi, con i quali abbiamo dialogato anche nei momenti più caldi? Il diritto di difendere il futuro è sacrosanto e pretendere giustizia è doveroso! Quale giustizia abbiamo garantito a chi ci chiedeva sicurezza? Una domanda che si sono posti quei giovani, quei cittadini, quei lavoratori senza la sicurezza della pensione (fra i quali ci siamo anche noi) e a cui noi stessi non riusciamo a dare una risposta convincente. Quale professionalità, quale sangue
freddo hanno tutelato quei colleghi carabinieri rimasti prigionieri dei manifestanti all’interno del mezzo blindato dato alle fiamme? Genova ancora rappresenta un dolorosissimo episodio che pensavamo non potesse più riproporsi. Sabato ci siamo andati molto vicino! Con minore professionalità la paura avrebbe fatto il resto, raccogliendo vittime da una parte o dall’altra. Se la situazione non è degenerata, lo si deve anche a quel legame che ancora esiste e si riconosce fra la gente e la polizia (intesa come l’insieme delle forze dell’ordine) che forse si vuole troncare per riportare il Paese a tempi cupi e non molto remoti. Perché tutto questo? Perché in pieno centro è possibile circondare un mezzo dei carabinieri e incendiarlo?
Non può essere sufficiente difendere solo Palazzo Chigi!!! 12 arresti sono un vanto… o un indecoroso insuccesso? Non per quanti hanno lottato e sofferto, ma per gli strateghi che hanno la responsabilità di una città resa invivibile e non solo sabato 15 ottobre, ma tutti i giorni. Vogliamo, poi, entrare nel merito di Ragazzi ingenui e palesemente sprovveduti, non legati a situazioni particolari; troppo audaci per non essere facili obiettivi di una prima linea già fortemente distratta dalla pioggia di pietre. Altri dovevano e potevano essere gli obiettivi, i veri delinquenti che tutti hanno visto, che tanti hanno fotografato, ma che nessuno ha bloccato. “Perché?” domandano i cittadini, “perché?” ci chiediamo anche noi che eravamo lì.
Elicotteri, telecamere, sale operative, a nulla è servito tutto questo? Sarebbe istruttivo riascoltare le registrazioni delle comunicazioni radio! Ora le vittime di quella giornata, i cittadini che hanno subito la distruzione delle loro auto, la città colpita nella dignità, le Forze dell’Ordine ferite nello spirito e nel corpo, non meritano bugie e speculazioni. Gli uomini e le donne della polizia non meritano anche offensive strumentalizzazioni, con passerelle dei feriti davanti alle TV, ad uso e consumo di quanti non hanno a cuore ne’ la giustizia ne’ la sicurezza e debbono
mascherare le loro incapacità. Il danno più grande può ancora concretizzarsi: se la responsabilità di quanto è accaduto ricadesse solo ed unicamente sui quei delinquenti, limitando di conseguenza anche il diritto a manifestare pacificamente, avremo perso tutti! Come poliziotti, umiliati nella professionalità, come cittadini perché traditi da chi ci deve tutelare.
Vittoria ancora una volta per i violenti e per gli incompetenti che gestiscono la sicurezza.

Associazione Sindacale Poliziotti indignati e liberi


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