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Nucleare: quale eredità per i nostri figli?

Postato da on feb 8th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Già nel 2007 una ricerca portata avanti dall’università tedesca di Mains aveva dimostrato l’alto tasso di incidenza di malattie tumorali e forme leucemiche in bambini che vivono nello spazio di 5 km da una centrale nucleare. L’indagine, che peraltro confermava quanto già rilevato da alcuni studi precedentemente condotti in Francia e Gran Bretagna, aveva anche evidenziato un aumento del rischio direttamente proporzionale all’età dei bambini; in quelli al di sotto dei cinque anni le probabilità che si verificassero casi di tumore salivano al 54% e al 76% i casi di leucemia.

Oggi anche il Wwf lancia l’allarme, ponendo all’attenzione generale le conseguenze gravissime sulla salute prodotte dagli incidenti che si verificarono in Italia presso la centrale di Garigliano ai primi anni 80, incidenti ai quali sarebbero riconducibili casi di grave malformazione.

Quanto verificatosi al tempo presso la centrale, ha posto a severo rischio tutta l’area da Volturno al Circeo, tanto che qualcuno ha parlato di “Chernobyl italiana”, sebbene la vicenda non abbia avuto la stessa risonanza mediatica.

Nonostante l’impianto sia stato chiuso nel 1982, ricerche hanno dimostrato che continua ancora a produrre scorie radioattive, e il Wwf  non ha dubbi: in diversi comuni circostanti sono considerevoli i casi di malattie direttamente riconducibili all’inquinamento radioattivo.

In un momento in cui si parla di possibile ritorno al nucleare, c’è materiale su cui riflettere.

 

Fonti: beta.wwf.it    Legambiente solidarietà


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