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Nuove prospettive per la fertilità delle giovani pazienti oncologiche

Postato da on apr 19th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Si è appena conclusa la presentazione della Banca del Tessuto Ovarico, Istituita all’interno della Banca del Tessuto Muscolo Scheletrico della Regione Lazio. Presenti i rappresentanti delle due istituzioni che hanno fortemente favorito la realizzazione del progetto : la Presidente della Regione Lazio, che ha inserito nella programmazione sanitaria regionale la Banca del Tessuto Muscolo Scheletrico unica del Centro-Sud Italia e il Ministro della Salute che ha finanziato il progetto dell’autotrapianto di tessuto ovarico.

Oggi sotto i 40 anni le persone viventi dopo un tumore sono quasi 200.000 e in generale ogni anno viene diagnosticato un cancro a circa 12.000 bambini/adolescenti di età inferiore ai 19 anni e la percentuale di guarigione in questa fascia di età raggiunge il 45% (Rapporto Airtum 2010).
Negli ultimi decenni si è visto che sebbene il tumore sia una malattia grave, grazie alla diagnosi precoce e alle terapie sempre più innovative, si può guarire e si può convivere con esso per molti anni con una prospettiva di vita simile alle persone non colpite da tale malattia. Per questo è fondamentale una particolare attenzione alla qualità di vita delle persone in tutto il percorso che si intraprende dopo una diagnosi di neoplasia. Il nostro sistema sanitario in questa ottica programma con attenzione nel breve e lungo termine le risposte più adeguate ai bisogni di assistenza dei malati di tumore.
La Regione Lazio ha inserito nella programmazione sanitaria la realizzazione della Banca regionale del Tessuto Muscolo Scheletrico (2005) e Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità lo scorso 14 marzo la mozione presentata da Francesco Storace e Roberto Buonasorte e sottoscritto da Isabella Rauti, sull’istituzione presso l’Istituto Regina Elena della Banca del Tessuto Ovarico a favore delle pazienti oncologiche, grazie al finanziamento predisposto dal Ministero della Salute di circa 400mila euro.
“Le Banche presenti nei nostri Istituti – ha sottolineato il Prof. Lucio Capurso, Direttore Generale degli Istititu Fisioterapici Ospitalieri- sono due realtà di grande rilevanza nel panorama sanitario regionale e nazionale. La Banca del Tessuto Muscolo Scheletrico è la prima Banca pubblica della Regione Lazio, l’unica del Centro Sud e rimarrà tale in quanto vengono create in base al numero di abitanti e le altre 6 esistenti sono tutte al nord di Firenze. La bio-banca del Tessuto Ovarico è la prima istituita in un IRCCS pubblico, pertanto oltre a rispondere alle esigenze cliniche, le nostre banche avranno un importante funzione nel settore della ricerca.”
Da diversi anni, in letteratura si dibatte per la scelta di una strategia sperimentalmente valida per preservare o restituire la fertilità alle pazienti oncologiche : “Per la donna adulta, – spiega il Dott. Enrico Vizza, direttore Ginecologia Oncologica IRE – affrontare le terapie anticancro con la speranza di poter esaudire il desiderio di maternità, risulta essere un fondamentale supporto psicologico. Alle donne in età pre-pubere, colpite da patologie neoplastiche, è invece d’obbligo offrire, dopo la guarigione, una normale crescita e un normale sviluppo senza minare la possibilità di procreare e costruire una famiglia.”

“La medicina moderna ha consolidato i trapianti d’organo e – ha spiegato il Dott. Fabio Erba, Responsabile della Banca del tessuto Muscolo Scheletrico – nel contempo ha fatto passi da gigante nei trapianti di tessuti: piccoli o grandi frammenti di strutture che consentono oggi a molteplici specialità chirurgiche di evitare pesanti ed inutili mutilazioni.”

Il Prof. Capurso ha inoltre illustrato le eccellenze peculiari degli Istituti sottolineando l’importanza di sostenere i progetti cui lavorano i nostri clinici e ricercatori ed a tal fine ha presentato il video realizzato per la Campagna del 5×1000 a sostegno dell’attività di ricerca svolta presso i nostri Istituti, che ha visto come testimonial Carlo Verdone.

Il grande artista romano, è da sottolineare, non ha mai preso parte a spot pubblicitari ma per i nostri Istituti ha voluto prestare la sua immagine a scopo assolutamente benefico, così come la Atom Production che ne ha curato la realizzazione.


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