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Pandorum, terrore dallo spazio profondo

Postato da on set 24th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Quando abbiamo passato in rassegna le uscite più interessanti dell’estate cinematografica 2010, ci siamo soffermati volentieri su “Splice”, l’intrigante pellicola di Vincenzo Natali in cui il rischio delle manipolazioni genetiche produce sullo schermo effetti decisamente beffardi, non disgiunti da una certa carica ansiogena. Ma ora che la stagione estiva si è defilata anche dal calendario, ci siamo accorti di una omissione tutt’altro che irrilevante. Tra le pellicole che in questi mesi hanno incuriosito gli appassionati del cinema di genere, in particolare la fantascienza, ve n’è una che ci ha procurato non pochi brividi: “Pandorum – L’universo parallelo”.

Peccato che il film diretto in America dal teutonico Christian Alvart (suo anche un thriller di prossima uscita, “Case 39”, con protagonista Renée Zellweger) non abbia forse beneficiato di una distribuzione e di un lancio pari alle aspettative. Ad ogni modo i presupposti affinché diventi col tempo un piccolo cult ci sono tutti. Ci sono, sì, a partire dal fatto che è raro vedere un film di esplorazione spaziale con così tanta tensione e altrettanto ben congegnato, per esempio, in quanto a suggestioni scenografiche; suggestioni strettamente correlate agli adrenalinici inseguimenti nei corridoi bui dell’immensa, labirintica astronave, presa qui d’assalto da feroci creature la cui natura verrà chiarita solo in un secondo momento. La missione della nave spaziale in cui è ambientato “Pandorum” è quella di ripopolare un pianeta lontano parecchi anni luce dal nostro Sistema Solare, in un futuro che si immagina con le risorse della Terra ormai giunte allo stremo. La particolare lunghezza del viaggio obbliga l’equipaggio dell’astronave a darsi il cambio nelle celle di ibernazione, ma saranno proprio lo spaesamento e la perdita di memoria dovuti al risveglio a far scattare la molla della suspance, proponendo ad alcuni astronauti appena riemersi dal lungo letargo un brusco ritorno alla realtà, con la sala macchine e buona parte degli ambienti abitabili già in balia delle orrende creature, intente a creare trappole e a scorrazzare liberamente alla ricerca di prede umane…

La cura artigianale delle cupe scenografie, il senso di claustrofobia, la dimensione stessa di science fiction altamente orrorifica non possono che rimandare ad “Alien” di Ridley Scott, riconoscibile come capostipite dell’emozionante e soprattutto angosciante filone. Ma è interessante notare come tra i produttori di vi sia quel Paul W.S. Anderson che alla fine degli anni’ 90 fece qualcosa di molto simile a “Pandorum”, almeno in quanto ad atmosfere, dirigendo il tenebroso “Event Horizon” (uscito anche in Italia, col titolo “Punto di non ritorno”). Nel caso di “Pandorum”, mettendo da parte qualche approssimazione di sceneggiatura, sono poi da apprezzare il coinvolgente ritmo imposto da Christian Alvart e la credibilità degli interpreti, a partire dal redivivo Dennis Quaid.


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