Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Parità di genere una difficile conquista di cui si parla da più di un secolo

Postato da on feb 10th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

La parità di genere è ancora oggi una meta lontana e affermare la sua conquista sarebbe alquanto miope: la posizione delle donne nel mondo è fragile, nei paesi in Via di Sviluppo quanto nelle grandi democrazie occidentali. E’ dai primi del Novecento, quando in occidente inizia ad affermarsi un movimento di emancipazione delle donne, rafforzatosi con le due guerre mondiali, che il dibattito è acceso. All’epoca si diffuse l’idea che la donna sarebbe stata equiparata all’uomo solo nel momento in cui si fosse liberata dalla gestazione e dal parto.  Uno dei primi sostenitori di questo pensiero fu Fredrick Edwin Smith, Consigliere della Corona e intimo amico di Winston Churcill. Uno statista, che in “The World in 2030 a.d.” dedicò un capitolo intero alla questione della parità di genere, sostenendo però che l’unica chance per le donne sarebbe stata l’eugenesi, ossia la riproduzione in vitro, dal concepimento alla nascita. Se il mondo non avesse compreso le donne, allora alle donne non sarebbe rimasto che rifiutare la loro natura. Questa tematica venne affrontata anche da Auxley, che tenta di opporvisi attraverso il paradosso con: “Il mondo nuovo”. Nel romanzo l’autore ci porta in un futuro nel quale la riproduzione degli esseri umani è totalmente extrauterina, non esistono vincoli familiari e pronunciare la parola “Madre” è un’oscenità. Sulla stessa tematica viene prodotto anche Just Image, un film di fantascienza del 1930 in cui i bambini si comprano in appositi distributori.

Fonte: Smithsonian.com

 

 


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