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Pasqua: resiste venerdì magro. Pesce per 7 su 10

Postato da on apr 22nd, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

I consigli per una spesa da 200 milioni all’insegna della sobrietà e del gusto

Sette italiani su dieci porteranno in tavola pesce, per un consumo giornaliero stimato in circa 25 milioni di chili e una spesa di 200 milioni di euro per il solo venerdì di Pasqua, nel rispetto di un precetto religioso che è diventato parte integrante delle tradizioni delle famiglie italiane per la maggioranza delle quali è di rigore un pasto frugale senza carne. E’ quanto stima  ImpresaPesca Coldiretti che ha elaborato un vademecum per assicurare acquisti di qualità al giusto prezzo.  Laddove è possibile –  consiglia ImpresaPesca Coldiretti – acquistare direttamente dal pescatore, verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37” se si vuole acquistare prodotto pescato del Mediterraneo, controllare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e che siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre – continua la Coldiretti – per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso.

Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – si orienteranno soprattutto verso il pesce azzurro, dalle alici alle sardine fino agli sgombri venduti a prezzi contenuti secondo i criteri di sobrietà richiesti dalla ricorrenza senza tuttavia rinunciare al gusto e alla salute per l’elevato contenuto di grassi insaturi e in particolare del tipo omega tre. I menu sono quelli tipici delle tradizioni locali cucinati secondo ricette semplici nel rispetto della giornata di riflessione come la pasta con le sarde in Sicilia, le tradizionali zuppe di pesce che assumono nomi differenti a seconda delle regioni, fino alle ricette più classiche come le alici scottadito o in saor, tipica del Veneto, le seppie con i piselli, le uova col tonno o gli spaghetti al ragù di mare.

Consumare pesce è un modo – sottolinea Coldiretti – per sostenere un settore che nel 2010 ha visto scomparire sempre più dalle tavole degli italiani sia il prodotto fresco (-6 per cento) che quello congelato (-4 per cento), secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. Particolarmente difficile la situazione del pesce azzurro con gli acquisti di alici e di triglie che sono diminuiti del 12 per cento. In sofferenza anche il pesce bianco con i consumi di merluzzi e naselli che – conclude Coldiretti ImpresaPesca – sono in calo addirittura del 13 per cento. Il tutto mentre nel 2010 le importazioni di pesce straniero sono aumentate sia in valore (+9 per cento), tanto da aver superato quota 4 milioni di euro, sia in quantità, con 971 milioni di chilogrammi (+2 per cento), il doppio di quanto si produce oggi in Italia.


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