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Pesca illegale: le misure adottate dall’ICCAT

Postato da on nov 21st, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Sebbene l’ICCAT (International Commission for the Conservation of  Atlantic Tunas) si sia data molto da fare per attuare regole più restrittive alla caccia di tonni e squali, esistono ancora numerose falle nel sistema di vigilanza.

Il Mediterraneo è una delle aree dove è più frequente la pesca illegale di tonni dalla pinna blu. A seguito di una serie di incontri internazionali, l’organizzazione ha impegnato gli Stati membri  ad emanare una serie di leggi interne per la regolamentazione della pesca di queste specie. Fra gli strumenti adottati ha realizzato un sistema elettronico per tenere sotto controllo la pesca, attraverso il quale ha già potuto verificare che avviene più a largo di quanto ufficialmente consentito. In Turchia durante l’ultimo meeting  è stato messo sotto protezione lo squalo seta, animale in via di estinzione; in proposito gli esperti hanno spiegato che molti di questi squali vengono uccisi accidentalmente dalle navi, che oggi però avranno il dovere di ributtarli vivi in mare. Tra le proposte c’è anche quella di mettere tra gli animali protetti lo Smeriglio, detto anche Vitello di mare, un tipo di squalo che pesa circa 500 kg, in pericolo di sopravvivenza. Pur essendo stato riformato il sistema di monitoraggio della pesca, esistono ancora molti margini per poterlo eludere e rivendere nel mercato legale  animali pescati illegalmente, poiché le aziende del settore non dichiarano con esattezza le caratteristiche dell’animale pescato non è possibile tracciare precisamente quelli pescati legalmente e quelli pescati illegalmente.

Fonte: BBCNews


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