Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Più che parlare di Politica per la sicurezza l’Italia dimostri un po’ di umanità

Postato da on lug 6th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Sono 200, tutti condannati alla detenzione forzata, alla tortura, alla morte; colpevoli di essere nati nel paese sbagliato, colpevoli di voler fuggire da una morte certa. Si tratta di 200 eritrei scappati dal loro paese nella speranza di ottenere accoglienza in altri Stati. Il tentativo di fuga è purtroppo risultato vano, complici accordi bilaterali che li hanno condotti ad una fine certa. Alcuni di loro infatti sono stati respinti dalla marina italiana ed affidati alla Libia in conformità agli accordi stipulati fra il nostro governo ed il loro. Il 30 giugno vennero deportati nel centro di detenzione di Misurata, tuttavia poco dopo l’arrivo a seguito di una rivolta scoppiata a causa del rifiuto di dichiarare il proprio nome ai diplomatici eritrei inviati nella zona, 200 di loro sono stati trasferiti. Molti di loro sono perseguitati politici e confessare la propria identità avrebbe significato il rimpatrio, la tortura e la pena di morte. La sorte non è stata dalla loro parte visto che sono stati assegnati all’esercito, trasportati in container e rinchiusi nei sotterranei del centro di detenzione di Brak. I detenuti sono riusciti a comunicare con l’esterno denunciando una situazione disumana di tortura e morte, ed hanno lanciato un appello al nostro paese per chiedere accoglienza, un’accoglienza dovuta del resto, visto che gli eritrei avrebbero inoltre diritto all’asilo politico.  Amos Luzzatto, ex rappresentante dell’associazione degli ebrei italiani, ha sottolineato come questo fenomeno derivi dalle stesse radici che condussero all’olocausto. L’indifferenza è il peggiore dei mali, l’indifferenza della popolazione, che indirizza il proprio sguardo altrove non sentendosi direttamente coinvolta, ma ancora di più l’indifferenza dei media che non solo hanno il potere di diffondere le informazioni, ma soprattutto hanno la possibilità di creare opinioni e svegliare coscienze addormentate.  L’appello dei 200 detenuti è stato diffuso anche al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Interni e al Ministro degli Esteri italiani nella speranza che possano porre fine a questa situazione disumana.

Fonte: Grillonews


Leggi Ancora

Lascia una risposta