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Pranzo take away: gustoso e rapido ma anche fonte di grandi sprechi

Postato da on set 9th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un panino mordi e fuggi: è il pranzo più diffuso presso la gran parte dei lavoratori che, tra ritmi frenetici ed esigenze di ufficio, non sempre hanno il tempo di sedersi comodamente a tavola per consumare un pasto regolare. Ed è anche, ammettiamolo, una sfiziosa merenda per tutti, nel momento in cui si ha voglia di mettere qualcosa di non troppo pesante nello stomaco.

Uno sfizio che, però, costa caro in termini di sprechi. Secondo un’indagine effettuata dalla New Economics Foundation (Nef), infatti, dietro il sistema alimentare del take away si nasconde lo sperperio di un’enorme quantità di prodotti; non solo carte e buste di plastica utilizzate per gli imballaggi, che peraltro hanno un’incidenza negativa anche sull’ambiente, ma pure quantità considerevoli di cibo finiscono nella spazzatura. In molti fast food, infatti, qualora una porzione già cotta non venga consumata nel giro di pochi minuti, viene buttata. Questo deriva da norme igieniche, così da evitare che si offra al consumatore cibo cotto magari molto tempo prima, tuttavia è un procedimento che va ad accrescere in maniera sostanziosa il carico degli sprechi. Il  Waste & Resource Action Programme (Wasp), l’agenzia governativa britannica che si occupa di riduzione dei rifiuti, rende noto che soltanto in Gran Bretagna sono almeno 245mila all’anno  le tonnellate di alimenti che finiscono nella pattumiera.

Fonti: Altraeconomia


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