Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

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Privacy? Ormai nemmeno quando si dorme

Postato da on ott 22nd, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Alcuni scienziati giapponesi hanno imparato a leggere i sogni. Un team di ricercatori guidato da Yukiyasu Kamitani del Computational Laboratories di Kyoto in Giappone ha scannerizzato il cervello di tre persone mentre dormivano registrando con un elettroenecefalogramma le loro onde cerebrali. I ricercatori  possono determinare alcuni tratti dei sogni attraverso il monitoraggio dell’attività cognitiva dei volontari. I partecipanti venivano svegliati ogni volta che si addormentavano, e veniva chiesto loro cosa stessero sognando, dopo di che dovevano rimettersi a dormire. L’esperimento è stato svolto per tre ore di seguito e ripetuto complessivamente sette o dieci volte per alcuni giorni. Ogni ora i partecipanti venivano svegliati dieci volte. Ciascuno di loro ha poi raccontato di aver sognato in media 6 o 7 immagini l’ora regalando ai ricercatori un totale di 200 sogni, la maggioranza dei quali rifletteva le esperienze giornaliere, anche se qualche sogno conteneva elementi estranei. I ricercatori hanno selezionato le immagini apparse più frequentemente  e da queste creato 20 categorie. Gli scienziati hanno raccolto una foto per ciascuna categoria e analizzato le onde cerebrali dei partecipanti mentre le guardavano. La loro attività cognitiva successivamente è stata  comparata con le registrazioni effettuate subito dopo il risveglio. Sono state  analizzate le attività delle aree V1, V2, V3 coinvolte nei primi esami e codificate caratteristiche basilari delle immagini visive. Kamitani e i suoi colleghi nel 2008 annunciarono di essere in grado di decodificare l’attività cerebrale associata alla produzione di immagini durante i primi stadi del sonno per ricostruire le immagini elaborate dai partecipanti. Oggi sostengono che dall’attività emessa da alcune aree del cervello è possibile predire con precisione i contenuti dei sogni. I ricercatori hanno costruito un modello per prevedere quale categoria di soggetti è presente nel sogno, attraverso l’analisi dell’attività del cervello 9 secondi prima che il volontario sia sveglio. Noi – ha dichiarato Kamitani – possiamo prevedere se nel sogno è presente una determinata persona con un’accuratezza del 75 – 80%. 

Fonte: Nature.com


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