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Processo di Durban. Dichiarazione del Ministro Frattini

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Roma 22 Luglio 2011

Da tempo l’esercizio noto in ambito ONU come “processo di Durban” suscita le nostre riserve, poiché è stato negli anni oggetto di strumentalizzazioni politiche per trasformarlo – da foro di dibattito e coordinamento dell’azione internazionale contro il razzismo, la discriminazione e la xenofobia – in una tribuna d’accusa contro Israele.

Fu soprattutto per questo motivo che decidemmo di non partecipare nel 2009 alla Conferenza di revisione detta “Durban 2″ ed è per lo stesso motivo che l’Italia, insieme a diversi altri paesi occidentali e dell’Unione Europea, ha votato contro la convocazione dell’evento celebrativo del decennale di Durban, previsto per il 22 settembre prossimo a New York a livello di Capi di Stato e di Governo.

Nel negoziato in corso in queste settimane a New York sui contenuti e sull’organizzazione di questo evento ci siamo perciò mossi, insieme ai partners UE più vicini alle nostre sensibilità, per cercare di evitare le derive avvenute nelle conferenze del 2001 e del 2009. Ricordo l’intervento, in quella circostanza, del Presidente iraniano Ahmadinejad, nel quale, tra l’altro, si legittimavano le tesi negazioniste sull’Olocausto. Per questo, abbiamo chiesto che il documento finale riconosca esplicitamente che riferimenti fatti in passato nell’ambito del processo di Durban alla specifica situazione mediorientale non fanno parte dell’impegno internazionale contro la discriminazione razziale. Riteniamo inaccettabile ogni collegamento assiomatico tra difesa di Israele del proprio diritto ad esistere come Stato e razzismo.

Purtroppo però, a qualche settimana all’evento, devo constatare che tale richiesta non viene accolta. In tali circostanze, ritengo che non sussistano le condizioni minime perché l’Italia possa partecipare all’evento commemorativo del 22 settembre prossimo.

L’Italia ribadisce il proprio impegno contro il razzismo e contro tutte le forme di intolleranza e discriminazione. Continuiamo a considerare la cooperazione internazionale in questo settore come uno dei principali strumenti per migliorare la protezione e promozione dei diritti umani nel mondo.

Fonte: esterinews


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