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Progetto Tevere: alimentazione, farmaci, Dna, le nuove frontiere della prevenzione.

Postato da on feb 17th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Intervista con la professoressa Paola Muti, direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma.

Professoressa Muti ci spiega che cos’è il Progetto Tevere ?

Il progetto Tevere, nato dalla volontà del centro di ricerche del Regina Elena e implementato grazie alla collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e l’Istituto Europeo di Oncologia di Catania, è un progetto di prevenzione primaria dei tumori al seno. Questo si divide in tre bracci; il primo, portato avanti dall’Istituto Europeo di Oncologia,  si procura di studiare gli effetti della somministrazione di un farmaco, derivato dalla vitamina A, sulle giovani donne; il secondo, approfondito dall’istituto Nazionale Tumori, è uno studio sulle attività previdenziale della dieta e infine, portato avanti dall’Istituto Regina Elena, è la ricerca sugli effetti della somministrazione di metformina a pazienti sani. La metformina è usata, normalmente, per curare persone diabetiche e, proprio tra tutte coloro che ne facevano uso, si è notata una diminuzione dell’insorgenze tumorali. Questa parte del progetto, di cui si occupa il mio Istituto, prevede, quindi, di effettuare uno screening su 16 mila volontarie, scelte in base a criteri ben precisi, per poter verificare se, la metformina, può, in un futuro prossimo, essere utilizzata come azione preventiva contro il cancro al seno, ma anche come prevenzione delle malattie cardiovascolari e, potenzialmente, dei tumori al colon.

Quali sono questi criteri di scelta delle volontarie?

Innanzitutto devono essere entrate in menopausa e devono essere sane , quindi, tutte quelle donne che hanno avuto tumori o hanno altri tipi di malattie, come il diabete, sono escluse a priori . Inoltre dovrebbero avere alcune di queste caratteristiche; essere leggermente sovrappeso, avere la pressione alta, i trigliceridi alti, un basso livello del colesterolo e così via.

Lei da quanti anni svolge il ruolo di Direttore scientifico al Regina Elena?

Da tre anni.

Prima di lei il polo di ricerca del regina Elena non era così importante, o mi sbaglio?

L’istituto Regina Elena ha una ricca storia alle sue spalle, diciamo che in questi anni abbiamo implementato e istituito nuovi settori, come l’area per lo studio di medicina molecolare, che permette, sempre nell’ambito dei tumori al seno, di indagare in maniera approfondita, là dove il tumore ha origine.

Prima di lei, l’istituto non aveva un laboratorio di ricerca così prestigioso e all’avanguardia in Italia e nel mondo ?

Questo è sicuramente vero.

Oggi, negli Stati Uniti, quando si parla di ricerca medica non si può esulare dal parlare di dieta,, è vero che l’istituto ha già approfondito questo legame?

Si è vero, è un argomento di cui si parla molto in questo periodo e di cui noi ci siamo già occupati in passato.

Dieta e alimentazione, mai come adesso si è informati su questo argomento, lei cosa ne pensa?

Penso che questo sia vero, anche se manca un’informazione indirizzata a livello individuale, mi spiego meglio; non è detto che quello che fa bene a me, in un determinato modo, abbia lo stesso effetto su di un’altra persona, ci sono fattori fisici, che, ovviamente, variano da persona a persona. Tornando alla dieta, sicuramente mangiare frutta e verdura , riducendo l’assunzione di proteine, è una buona regola di vita, ancor di più se unita ad un’attività fisica regolare, anche solo una passeggiata di una mezz’ora, a passo sostenuto, ogni giorno; il movimento, infatti, migliora la resistenza all’insulina, che, con ogni probabilità, è una delle modalità attraverso cui i tumori iniziano e si sviluppano. È molto importante, dunque, fare molta attenzione a ciò che si mette in bocca ed abituarsi a vivere il movimento fisico come un’attività giornaliera, ricordandosi soprattutto che fumare fa malissimo.

Il Progetto Tevere, come lei ci ha già spiegato, coinvolge anche la Lombardia e la Sicilia, mi chiedevo se varcasse anche i confini nazionali?

No, il Progetto è tutto italiano, è il più grande Trial al mondo che tratta della prevenzione dei tumori al seno, ed è una novità, anche perché finanziato interamente dal Ministero della Salute. Sicuramente ci sono altri studi sulla metformina, in diverse parti del mondo ( in Inghilterra, negli Stati Uniti), ma la metformina, da utilizzare come prevenzione primaria, è studiata solo qui in Italia .

Oltre al Progetto Tevere, state facendo altri studi sulla prevenzione?

Stiamo studiando gli effetti della melatonina, che viene prodotta durante il sonno; da questi studi è emerso che le donne, che hanno un sonno più tranquillo e duraturo, e di conseguenza producono più melatonina, sono meno soggette ai tumori; elevati livelli di melatonina, infatti, proteggono dalla formazione di tumore. Per estendere il discorso, in ogni caso, possiamo dire che una buona igiene del sonno aiuta contro la formazione di tumori. Ad oggi, però, non sappiamo se l’assunzione di melatonina in pillole abbia gli stessi effetti sull’organismo di quella naturale ed è proprio questo che stiamo studiando in laboratorio.

Possiamo affermare che ogni persona può decidere se ammalarsi di più o di meno, a seconda di come vive il suo rapporto con il cibo?

Sicuramente si, proprio a questo proposito, in accordo con il Municipio, stiamo facendo una serie di incontri, volti ad insegnare alle persone come prendersi cura del proprio corpo e come prevenire certe patologie.

Ad oggi, quindi, nel campo della ricerca dei tumori, quali passi avanti sono stati fatti?

Ad esempio che la modulazione dei geni è molto più complessa di quello che pensassimo, la vera scoperta è l’attività del DNA.

La Metformina, come prevenzione, richiederà una fase di studi che prevede una concretizzazione a medio o lungo termine?

Diciamo relativamente breve, 4 o 5 anni, stiamo adesso valutando la sua azioni sulle cellule tumorali; da esperimenti effettuati in laboratorio, trattando delle cellule tumorali umane con metformina queste sono state modificate ritornando ad essere cellule normali. Questo è sicuramente un ottimo risultato.

 


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