Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Quando la pubblicità distorce la realtà

Postato da on apr 15th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

giocoSerotonina, o meglio l’ormone della felicità. E’ così che è conosciuta questa sostanza naturalmente prodotta all’interno del nostro organismo, che nel sistema nervoso centrale svolge importanti funzioni legate alla regolazione dell’umore e dell’appetito;sempre, comunque, associata nell’immaginario colettivo a sensazioni di piacere e benessere.
Proprio per questo è stata di recente presentata una denuncia all’Antitrust e all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicità, per una campagna pubblicitaria in cui il gioco d’azzardo viene collegato alla produzione di serotonina, in quanto evento che produce particolare soddisfazione. Questo significa legare al gioco una serie di valori positivi, fatto insostenibile alla luce delle più recenti acquisizioni in campo psicologico e psichiatrico, che riconoscono nel gioco un fattore di rischio nell’innescare meccanismi di dipendenza, al pari della droga o dell’alcol.Addirittura, nella forma patologica, il vizio del gioco viene classificato dall’Associazione Psichiatrica Americana come disturbo che presenta evidenti affinità ai disturbi ossessivi compulsivi.
Negli ultimi mesi si sono verificati diversi casi di cronaca nera legata in vario modo alle conseguenze devastanti del gioco;a Mantova, per esempio, un uomo si è suicidato a seguito della perdita di grosse somme al Videopoker, ma la lista, purtroppo, potrebbe continuare.
Appare, quindi, grave la scelta pubblicitaria di associare il gioco ad un’immagine positiva.


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