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Quanti brogli portò il sistema di voto per corrispondenza?

Postato da on mar 9th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Italiani nel mondoDopo gli innumerevoli scandali che hanno visto protagonistia l’On. Di Girolamo, arrestato per violazioni della legge elettorale, brogli di voto e collusione con la ‘ndrangheta; dopo la dimissione di Andrini dall’Ama, coinvolto nella vicenda Di Girolamo per favoreggiamento nell’acquisizione di una finta residenza all’estero (necessaria alla sua elezione), il vice presidente del Comitato per gli Italiani all’estero, Fabio Porta, ha sollevato una interrogazione volta a chiarire la leggittimità dell’elezione del Senatore italo-argentino Esteban Caselli, la cui votazione è stata già oggetto di indagine da parte della Procura di Roma e Reggio Calabria a seguito delle elezioni del 2008. Se il Senatore Caselli da noi non è nome noto, in Argentina, a tutti, stampa inclusa, sono noti i suoi trascorsi e l’ambiguo ruolo ricoperto durante la dittatura Menem. In merito alla legittimità della sua elezione le indagini di Castenuovo di Porto, hanno poi accertato che tutte le schede risultate irregolari riportavano il suo nome. Anche in questo caso sembra vi sia stato lo zampino di mafia e ‘ndrangheta con le quali il Senatore ha stretti rapporti. Il Vice presidente sottolinea la necessità di rivedere la legge elettorale che rese possibili le centinaia di brogli. Venne utilizzato il sistema del voto per corrispondenza, metodo attraverso il quale è quasi impossibile certificare l’identità del votante. Era inoltre prevista la possibilità di produrre localmente le schede, anche in numero superiore agli aventi diritto, cosa che ha facilitato notevolmente quanti hanno avuto intenzione di falsificarle. La riforma dovrebbe puntare ad una maggiore responsabilizzazione delle ambasciate consolari, e individuare specifiche autorità di controllo. Sottolinea infine l’On. Porta l’urgente necessità di rivalutare il sistema di informazione degli italiani nel mondo al quale attualmente sono stati tagliati drasticamente i fondi.


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