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Quaranta operai morti di tumore.

Postato da on set 30th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

La Marlene di Praia a Mare

La Marlene di Praia a Mare

Paola – L’inchiesta sull’azienda tessile Marlene di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, ha rivelato che quaranta operai sono morti di cancro a causa della nube tossica dei coloranti utilizzati nella fabbrica. Ne sono morti quaranta, tanti altri sono vivi ma malati a causa delle condizioni di lavoro e soprattutto di inquinamento ambientale a cui erano sottoposti.
Un’inchiesta che dura da diversi anni e che ha dimostrato il legame tra i decessi e l’utilizzo di sostanze intrise di coloranti azoici che possono causare il tumore.

Nell’azienda che produceva tessuti di vario tipo, hanno lavorato a partire dagli anni ’50 (anno di fondazione) più di mille operai. Ma fu nel ’69, quando l’azienda passò all’Eni – Lanerossi, che i muri divisori tra i vari ambienti furono abbattuti e la fabbrica diventò un unico ambiente. Così fumi colmi di sostanze chimiche di coloritura si espandevano ovunque. Ed era presente anche l’amianto nei telai dai quali usciva polvere che tutti potevano respirare.                            E’ da cinque anni che l’azienda è stata chiusa ma, dopo decenni di inalazioni tossiche è ormai troppo tardi.
Ora è stata sequestrata anche la parte circostante l’azienda a causa della presenza di tonnellate di rifiuti industriali, perchè si indaga anche sull’interramento dei rifiuti tossici.
Secondo la Procura, gli operai morti potrebbero essere più di ottanta ma, per la legge Cirielli, solo i decessi a partire dal ’90 possono rietrare nella vicenda giudiziaria in corso.
Ma l’indagine sull’azienda non termina qui. Ci si chiede dove siano finiti i finanziamenti dell’Unione Europea e della regione e soprattutto ci si interroga sul mare non balneabile di fronte alla fabbrica.

Fonte repubblica.it


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