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Quello della spazzatura è un problema di dimensioni spaziali

Postato da on feb 15th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Proprio all’inizio del mese una sonda spaziale russa è caduta nel Pacifico, mentre lo scorso Settembre a preoccupare era un satellite di ricerca statunitense. Il problema tuttavia non riguarda solo il comprensibile timore che uno di questi congegni possa cadere su un centro abitato e segnare la vita di tante persone, ma anche le crescenti difficoltà che l’umanità incontrerà per sviluppare il volo nello spazio vista la presenza di un enorme ammasso di spazzatura accumulata dai primi anni ’60 attorno alla Terra. A causa di questo accumulo di detriti molte traiettorie spaziali sono impraticabili perché il rischio che una sonda, o uno shuttle collida con uno dei migliaia di frammenti è altissimo.

Purtroppo come nel caso dell’isola di spazzatura galleggiante nel bel mezzo del Pacifico, sufficientemente lontana dagli occhi da poterla ignorare, anche nel caso delle migliaia di detriti in orbita, la comunità internazionale propende per la non curanza.

A differenza di quello che si crede comunemente però, i suddetti frammenti non sono il risultato di apparecchiature, strumenti e satelliti lasciati nello spazio dagli astronauti, ma sono dovuti ad una vecchia abitudine praticata proprio all’inizio della nostra avventura spaziale. Durante le prime missioni, quando il lavoro in orbita terminava era abitudine degli astronauti lasciare i loro spacecraft pieni di carburante.

Il carburante venendo a contatto con degli agenti ossidanti ha provocato l’esplosione di molti di questi veicoli, che hanno causato la permanenza di 500.000 frammenti delle dimensioni di 2 cm o più attorno al pianeta. Nei primi anni ’80 tuttavia la comunità scientifica internazionale si rese conto dell’errore e questa abitudine venne abbandonata, ma la recente collisione di un satellite per le comunicazioni americano con un relitto russo nel 2009, e la voluta collisione del satellite meteorologico cinese con un dispositivo che gli è stato lanciato contro ad altissima velocità,  sono la causa di un terzo della spazzatura presente.

Gli scienziati spiegano poi che alcuni di questi detriti si trovano nelle orbite esterne e potrebbero continuare a fluttuare ancora per decine o centinaia di anni, altri invece, sono molto più vicini e a causa dell’attrazione esercitata dalla Terra rimangono in orbita solo alcuni mesi o al massimo un anno.

Fonte: Smithsonianmag.com


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