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Razzismo nel calcio

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Il calciatore Mario Balotelli

Il calciatore Mario Balotelli

Grazia Naletto, vice-presidente dell’associazione Lunaria, attenta studiosa dei processi di integrazione economica e sociale dei cittadini di origine straniera, commenta le parole di sprezzo rivolte ai tifosi del Chievo dal calciatore Mario Balotelli, dopo essere stato insultato durante una partita per il colore della pelle. La Naletto spiega che da un rapporto da lei stessa curato, emerge in Italia un incremento della cultura razzista. Affermare, come è stato detto al calciatore dell’Inter, che “non ci sono negri italiani” è una provocazione razzista. Tale è infatti qualsiasi atteggiamento che offenda l’origine nazionale, le caratteristiche fisiche o l’appartenenza religiosa di una persona. Oggi, secondo la Naletto, stiamo assistendo senza rendercene conto fino in fondo a un aumento degli episodi di intolleranza razzista. Questo è tristemente evidente anche tra i giovani. Le informazioni che raggiungono i media e diventano di dominio pubblico sono solo la punta dell’iceberg e il più delle volte deformano la realtà o sono parziali. Ad esempio, quando nel 2008, nel quartiere di Ponticelli, a Napoli, i rom sono stati cacciati con la forza dal loro campo dalla popolazione partenopea, esasperata dopo il tentato rapimento di un bimba da parte di una “zingara”, si è taciuto sull’investimento edilizio da milioni di euro in atto proprio sul terreno occupato dai rom. Parlare di razzismo significa dunque parlare di una realtà complessa. Se Balotelli ha avuto una reazione poco dignitosa, alla base c’è sicuramente una storia di pregiudizi e discriminazioni.

Fonte city.corriere.it


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