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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Ricerca: la quantità a scapito della qualità

Postato da on apr 27th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

pubblicazioniNegli Stati Uniti la ricerca dà i sui risultati. E già; quante volte, soprattutto di fronte alle difficili condizioni in cui si trovano ad operare i ricercatori italiani, si sente pronunciare questa esclamazione. Effettivamente gli studiosi Usa pubblicano articoli con straordinaria frequenza, riuscendo, peraltro, nel non sempre scontato obbiettivo di provare l’ipotesi di partenza di uno studio.

Risultato dell’efficienza americana, pensiamo tutti. A quanto pare le cose non stanno proprio così. Secondo un’indagine condotta dal Dott. Daniele Fanelli dell’Università di Edimburgo per verificare il grado di oggettività nel campo della ricerca nei diversi settori, spesso gli studiosi sono attanagliati da un terribile conflitto di interessi, che li vede fare i conti tra la necessità di accuratezza e scrupolo e le esigenze della carriera; situazione che si fa sentire con particolar forza in quei sistemi in cui l’accesso ai finanziamenti è basato esclusivamente sull’indice di produttività. Questo, infatti, rischia di mettere a rischio l’obbiettività dello studio, indirizzandolo in maniera tendenziosa verso risultati positivi. Sebbene il Dott. Fanelli non escluda che gli stati più attivi possano chiaramente disporre di ricercatori più preparati e di strumentazioni tecnologicamente più avanzate, evidenzia, comunque, come questo fattore non sia sufficiente a spiegare la stretta correlazione tra la tendenza a mostrare più positivi i risultati raggiunti e l’ambiente di competitività entro cui la ricerca si svolge.

Secondo Fanelli, infatti, sulla base del sondaggio da lui condotto, emerge chiaro che coloro che operano in un contesto estremamente competitivo sono più portati a far apparire oltremodo positivi i risultati, a scapito, non lo si può non sottolineare, dell’oggettività.

Fonti: Cordis


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