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Ricercatori scoprono come superare i limiti del biomasse

Postato da on set 13th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Potrebbe trattarsi dell’unico caso in cui l’impiego di ogm potrebbe rivelarsi una soluzione valida e priva di conseguenze dannose. Si parla, infatti, non di prodotti alimentari geneticamente modificati, che alla lunga potrebbero avere effetti deleteri sulla salute umana, ma di un tipo di etanolo, alcol generalmente impiegato come combustibile, ricavato da una modifica effettuata sul lievito di birra, così da ottenere una eventuale alternativa al petrolio.

Già da diversi anni, molte famose case automobilistiche, come la Ford, hanno avviato studi finalizzati all’individuazione di possibili sostituti alle risorse petrolifere; l’attenzione si è concentrata sul biomasse, materiale organico di diversa natura (animale e vegetale), sfruttato per produrre energia. Tuttavia questa strada, lungi dall’essere risolutiva, ha portato a galla due grossi incovenienti: una grande dispersione energetica durante il ciclo produttivo, e la necessità di ricorrere a piante utili sul piano alimentare, soprattutto mais, con potenziali danni per i paesi in via di sviluppo, dove i cereali costituiscono una fonte essenziale di nutrimento.

Ricercatori dell’Università di Berkeley, intervenendo geneticamente sul lievito di birra, sono riusciti a ricavare un bio-etanolo, che non solo consente di evitare lo spreco di sostanze preziose per il settore alimentare, ma garantisce anche una grande efficienza energetica a fronte di una bassi costi.

La notizia, pubblicata sulla rivista Scienze, potrebbe rappresentare la chiave vincente sul fronte delle energie alternative.

Fonti: Tiscali News


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