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Rifiuti tossici, blitz in Lombardia sgominata organizzazione legata alla mafia.

Postato da on gen 19th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Le volanti delle forze dell'ordine

Le volanti delle forze dell'ordine

MILANO – Blitz in Lombardia contro un’organizzazione specializzata nel traffico illecito di rifiuti pericolosi. L’operazione dei carabinieri del nucleo operativo ecologico di Milano ha portato a 10 arresti, 40 indagati, 18 perquisizioni personali e locali, oltre al sequestro di due impianti di gestione rifiuti, sette sedi legali di società, 18 automezzi , 4 immobili, 21 conto correnti bancari. Gli indagati – tra cui figurano anche direttori e impiegati di alcuni istituti bancari compiacenti – sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e riciclaggio.

A capo dell’organizzazione un campano legato alla famiglia siciliana di Giuseppe Onorato, più volte arrestato (l’ultima nel luglio 2008) per riciclaggio in Lombardia di denaro appartenente a cosche mafiose. L’organizzazione, secondo quanto accertato dai carabinieri, operava attorno a un sito di Fagnano Olona (Varese), noto come “La Valle”, formalmente adibito a ricovero di mezzi, ma di fatto utilizzato illecitamente come base di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi.

Coinvolti nell’inchiesta i membri della famiglia di Salvatore Accarino, che avrebbe coordinato l’illecita gestione di rifiuti provenienti dalla bonifica della cartiera “Fornaci” di Fagnano Olona, soprattutto terre contaminate da idrocarburi e metalli pesanti. Gli ingenti guadagni sarebbero poi stati riciclati con l’acquisto di mezzi e attrezzature da impiegare nelle società collegate all’organizzazione, oppure acquistando nelle aste pubbliche, mediante prestanomi, unità immobiliari in passato pignorate alla famiglia Accarino.

Salvatore Accarino, tramite la creazione di diverse società intestate a prestanome, dirigeva l’organizzazione, raccogliendo rifiuti speciali pericolosi e non dalle varie realtà industriali lombarde, soprattutto opifici, e anziché trasferirli in luoghi autorizzati, li avrebbe trasferiti nella “Valle” e in altri siti non autorizzati, con alti guadagni. Secondo quando accertato Accarino poteva disporre di parecchio denaro e numerosi conti correnti bancari intestati a società e persone a lui vicine. Nonostante il suo status di pluriprotestato, che impediva, di fatto, la titolarità dei depositi, Salvatore Accarino sarebbe stato sistematicamente favorito dai direttori e impiegati di banca di alcuni istituti di credito nelle province di Verbania, Varese e Milano.

L’operazione ha impegnato circa 200 carabinieri del comando per la tutela dell’ambiente – Nucleo operativo ecologico di Milano – con l’ausilio dei militari dei comandi provinciali di Varese, Monza e Milano. Gli ordini di custodia cautelare sono stai emessi dal gip Nicoletta Guerrero, su richiesta del pm Sabrina Ditaranto del tribunale di Busto Arsizio (Varese).


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