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Ronde: Massimo in tre e senza armi, non ci saranno attivisti politici

Postato da on lug 17th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

stor_16281725_34260ROMA – Sulle ronde Napolitano bacchetta Maroni e scrive che il regolamento è “urgente”? Non passano 24 ore e il Viminale dimostra che la preoccupazione è infondata perché il decalogo dei “volontari per la sicurezza” è pronto. “Sarà un ottimo testo” chiosa il ministro. E il sottosegretario Alfredo Mantovano: “Tutti quelli che hanno espresso riserve e perplessità saranno rassicurati”. Napolitano compreso. La linea è dimostrare, dalle ronde alle badanti, che il protagonismo del Colle è ingiustificato.

Per Napolitano il regolamento deve “ridurre al minimo allarmi e tensioni”? Ecco la novità: la ronda sarà fatta solo da tre persone. Chi già s’immaginava in strada un esercito di leghisti resta deluso. La presenza dovrà essere assai discreta. Con addosso una bella casacca gialla fluorescente. Senza armi. Senza cani. Senza auto né moto. A piedi, al massimo in bici. Ex delle forze dell’ordine. Componenti di associazioni, schedate dal prefetto, che non siano riconducibili a partiti, movimenti politici, sindacati, tifoserie. Dice Mantovano: “Le ronde nere non avranno diritto di cittadinanza. Saranno vietati anche segni esteriori che possano richiamare una colorazione politica o comunque di parte”. I tre non potranno essere giovanissimi, ma avere almeno 25 anni. Per evitare teste calde, s’intende. Senza precedenti penali, anche per delitti non colposi. Se hai investito uno per strada e lo hai fatto secco sei fuori. Niente droga o alcol. In buona salute fisica e mentale. “Se hai 18 anni sei escluso, se ne hai 101 pure, l’equilibrio è fondamentale” spiega Mantovano. Doppio meccanismo di controllo e registrazione in prefettura, sui singoli appartenenti e sull’associazione, su scopi e obiettivi. Vietati finanziamenti pubblici o politici.

Ci lavorano i tecnici di ministero e polizia, a cominciare dal capo Manganelli. I poliziotti sono preoccupati, i sindacati in allarme, Enzo Marco Letizia, segretario dell’associazione dei funzionari, dichiara: “Chi ci garantirà che, chi è in possesso di un porto d’armi, non andrà per strada con la pistola? Questa dev’essere una clausola d’esclusione ben chiara nel regolamento. Il vulnus resta, tutti penseranno di poter fare i poliziotti”. È il timore di “un aggravio per gli uffici giudiziari” dell’ex ministro dell’Interno Napolitano. Svantaggi e non vantaggi.

Per questo il regolamento ribadisce che la mini-ronda può segnalare fatti che “arrecano danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale”. “Avranno limiti ben chiari di tempo e spazio” assicura Mantovano. Dopo una lunga trafila: su proposta del sindaco, il prefetto affiderà all’associazione un’area delimitata e solo per un tot di ore. I Comuni terranno corsi di formazione, i prefetti gli albi delle associazioni rivisti di continuo. Aggravio di lavoro e costi. Mantovano: “Abbiamo fissato regole che finora non c’erano, mentre le ronde non erano certo dei fantasmi”. Napolitano dovrebbe essere contento.

fonte Repubblica.it


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