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Si chiama Gobekli Tepe ed è il tempio più antico del mondo

Postato da on apr 20th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Negli anni ’60 un gruppo di ricercatori dell’Università di Chicago e di Istanbul individuarono nell’ambito di un’indagine conoscitiva nell’area nordest della Turchia, vicino l’antica città di Urfa, una collina erbosa, sulla quale rinvennero delle lastre di calcare. I periti credevano di aver scoperto un antico cimitero medievale.

Nel 1994 l’archeologo Klaus Schmidt, alla ricerca di antichi siti preistorici, si è imbattuto in un report custodito dall’Università di Chicago che descriveva la scoperta.

Insospettito si è recato nell’area di persona e dopo alcune indagini ha ricevuto i permessi per iniziare gli scavi.

Lo hanno chiamato Gobekli Tepe e si tratta del tempio più antico del mondo. L’edificio di culto venne costruito più di 11.000 anni fa, anticipando di 6000 anni l’edificazione di Stonehenge e di 5000 quella delle Ziggurat babilonesi. Le pietre sono disposte in circolo, e sul lato della collina gli archeologi hanno individuato altri 4 siti, ogni costruzione ha la stessa pianta circolare, nel mezzo sono disposte due grandi pietre rettangolari ed intorno ad esse ci sono delle lastre sottili che racchiudono quelle principali. I pilastri centrali sono alti circa 6 metri e pesano fra le 7 e le 10 tonnellate. Mentre alcune di esse sono ben levigate, altre sono intagliate con diversi disegni che raffigurano animali di molte specie: volpi, leoni, scorpioni, predatori, e serpenti striscianti. L’area portata alla luce rappresenta solo il 5% dell’intero sito archeologico. Secondo Schimdt si tratta di un luogo di culto intorno al quale non vennero edificati insediamenti umani.

La collina a 357 metri d’altezza dà una panoramica a 360° del paesaggio circostante. Gli uomini dell’epoca potevano ammirare da lì mandrie di animali selvatici, lo scorrere lento dei fiumi, e campi erbosi sui quali avevano messo a coltura grano e farro.

Fonte: Smithsonianmag.com


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