Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Siria: la Capoeira fa ballare i profughi palestinesi

Postato da on mar 15th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

ibc_TDH-progetto-visibilita-(398-of-535)Da sempre gli psicologi insistono sul valore terapeutico che sport e ballo possono assumere in situazioni di disagio psico-fisico, in quanto i movimenti corporei aiutano a sciogliere le tensioni del corpo che spesso non sono altro che il riflesso di quelle più profonde dell’animo; stimolare il movimento corporeo può allora senz’altro avere benefici effetti anche sulla mente.

L’unicef e l’associazione sportiva CapoeriArab hanno sposato in pieno questa linea di pensiero, portando la Capoeira tra i rifugiati palestinesi del campo di Al-Tanf, lungo il confine siriano.

La Capoeira, a metà strada tra danza, combattimento e arti marziali, nasce mezzo secolo fa presso le colonie degli schiavi brasiliani come forma di difesa dalla violenza dei padroni; una disciplina, quindi, che per sua stessa natura ha una valenza liberatoria.

L’introduzione della Capoeira all’interno del campo profughi ha significato non soltanto promuovere un’attività fisica, ma è stato anche importante fattore di stabilizzazione psicologica per tutti i rifugiati, soprattutto per i bambini. Una mamma di Al-Tanf ha affermato che questa disciplina ha completamente ribaltato l’umore dei più piccoli, oltre ad aver introdotto un importante elemento di diversificazione nella vita del campo.

Operazione, questa promossa dall’Unicef e dalla CapoeirArab, dagli importanti risvolti sul piano
psico-sociale.

Fonti: Unicef


Leggi Ancora

Lascia una risposta