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Su risultato ballottaggi, Corsaro (Pdl):” Riparta l’azione di Governo. Subito la riforma fiscale”

Postato da on giu 1st, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“Bisogna riprendere da subito il dialogo diretto con chi lavora e produce, partendo da una riforma fiscale che attinga più ai consumi e meno ai redditi, che favorisca le famiglie e offra un sistema più semplice”. Così Massimo Corsaro, vice presidente vicario del Pdl alla Camera, sul ‘Secolo d’Italia’ in edicola oggi, commentando l’esito dei ballottaggi.
“Non vi è dubbio – prosegue Corsaro – che da oggi cominci una nuova stagione della politica italiana, in cui il Pdl è destinato a restare il protagonista principale, se sapremo superare la tentazione di dividerci per appartenenze territoriali o per storie e militanze passate. E’ questo, dunque, anche il momento della responsabilità, in cui deve guidarci la necessità di ridare smalto all’azione di governo e di costruire un partito che sia più radicato agli occhi degli italiani dei suoi stessi interpreti”.
Secondo il vice presidente vicario dei deputai Pdl, occorre “tornare a trasmettere emozioni a chi, giustamente, dalla politica vuole più di una fredda, benché efficiente, gestione amministrativa che come mostra il dato di Milano, alla lunga non basta. Parlo di centralità della persona, di primato della responsabilità sull’astuzia, di società con più merito e meno clientela, di senso di appartenenza ad una storia comune”.
“Quanto al partito – conclude Corsaro – senza dimenticare il tanto di buono che si è fatto in questi anni, i risultati elettorali ci dicono che è giunto il momento di darci un assetto definito sul territorio, con individuazione di poche regole chiare e criteri di scelta della classe dirigente che devono passare dai congressi locali prima e dal nazionale poi. Ma perché ciò sia possibile, sarà indispensabile bandire  personalismi e capricci di chi pensa di stare nel partito solo se ha ragione lui o, peggio, di chi immagina il Pdl di domani come la somma dei tanti gruppi di ieri. C’è una bella generazione di figure nazionali e locali su cui investire, cresciute per essere protagoniste di una storia nuova e comune, non certo per ripresentare agli italiani quelle frammentazioni per superare le quali è nato il Popolo della Libertà”.


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