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Summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Postato da on set 23rd, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Obama e Hu Jintao

Obama e Hu Jintao

NEW YORK- Ieri si è tenuta la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici. Il Presidente degli Stati Uniti, Obama, ed  il Presidente Cinese Hu Jintao, si sono trovati d’accordo nel denunciare i pericoli dell’inquinamento atmosferico ed hanno assunto una posizione chiara contro questo fenomeno.
La posizione del Presidente Obama è decisamente cambiata rispetto a quella della precedente amministrazione, in cui venivano perfino negati gli effetti nocivi dati dal CO2. Anche la Cina precedentemente rifiutava una collaborazione, scaricando la responsabilità e la colpa sui paesi più ricchi ed industrializzati. Se per un verso risulta positiva la convergenza di intenti fra i due giganti che insieme generano il 40% delle emissioni di anidride carbonica, per altro verso i due presidenti si trovano ad affrontare resistenze forti provenienti dalla società e nello specifico dal mondo delle imprese. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, al Congesso era stata approvata una legge sul risparmio energetico, che però si è arenata al Senato, le lobbies del petrolio e del carbone si oppongono tenacemente. Hu Jintao promette di interrompere il circolo vizioso dell’economia cinese che provoca la distruzione delle risorse naturali. La Cina sta già convertendo il 15% delle proprie fonti energetiche in sistemi alternativi, come l’eolico, il nucleare e il solare. Nonostante questi passi in avanti resta però molto potente la lobby dell’industria e delle infrastutture, settore in cui la Cina ha investito molto in funzione anticrisi.  Dopo lo scoppio della crisi economica anche l’europa ha inizato a retrocedere rispetto agli impegni assunti. Il sistema del cap-and-trade non ha funzionato al meglio. Gli stati europei non  hanno confermato l’impegno ad una ulteriore diminuzione delle emissioni per il 2020. India, Russia, e Brasile, si schierano dietro la posizione cinese , sostenendo che gli impegni più consistenti devono essere presi principalmente dai paesi a più forte industrializzazione. Tutti sembrano concordare su ulteriori diminuzioni da effettuare entro il 2050, delegando ai politici futuri la responsabilità e l’onere di affrontare il problema. Sarkozy si è unito a queste preoccupazioni proponendo un nuovo summit entro l’anno, al quale dovranno partecipare i paesi responsabili dell’80% dell’inquinamento. La Cina , l’India ed altri paesi chiedono maggiore impegno ai paesi occidentali. Hanno proposto che gli Stati più industrializzati devolvano l’1% del loro Pil ai paesi emergenti, aiutandoli in tal modo a convertire le loro fonti energetiche.
 Fonte repubblica.it


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