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Tarantini e le società acchiappa-appalti Nuovo filone a Bari. Incendiata l’auto di Barbara

Postato da on giu 26th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

ansa_16107692_52440BARI – Una nuova ragnatela di rapporti finanziari sorta dopo la movimentata estate 2008 in Sardegna. Società italiane ed estere che ora vengono passate ai raggi X dalla Guardia di Finanza. E appalti che facevano gola all’imprenditore Giampaolo Tarantini, dopo l’abbandono del business sanitario pugliese, da 2 milioni di euro all’anno, per accreditarsi come fornitore di “servizi” e promotore di “eventi”. Gli inquirenti stanno esaminando contatti, telefonate e recenti liason con capitani d’industria da parte dell’uomo indagato per induzione e sfruttamento della prostituzione, colui che ha portato Patrizia D’Addario e le sue amiche a Palazzo Grazioli, residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Si apre dunque un nuovo filone dell’inchiesta, proprio mentre un episodio inquietante colpisce Barbara Montereale, una delle testimoni chiave dell’inchiesta: l’incendio della sua auto. Un boato ieri notte, alle porte della città. Divampano le fiamme nell’auto di Barbara, 23enne ragazza-immagine che ha raccontato di essere stata per due volte a casa Berlusconi, ed ha fornito numerosi riscontri al racconto reso da Patrizia D’Addario. Indagano i carabinieri, soffermandosi soprattutto sugli ex amori di Barbara, come il legame appena interrotto tra la Montereale e un rampollo della criminalità organizzata, nipote di un boss barese. Un altro dettaglio, quest’ultimo, che getta un’ombra pesante sulle compagnie di Tarantini e sugli ospiti che egli faceva entrare a Palazzo Grazioli.

Ma ora è caccia ai business romani dell’imprenditore Tarantini. Il re delle forniture sanitarie, indagato dal pm Giuseppe Scelsi per un presunto giro di prostituzione e di tangenti, aveva chiacchierato al telefono di “subappalti” che avrebbe presto potuto distribuire. Tarantini millantava appoggi sugli affari, sfruttando l’amicizia con Berlusconi? In tale caso, ragionano gli inquirenti, perché era appena uscito dalla sua nota impresa?

È “la fase due” dell’inchiesta nata da ulteriori intercettazioni. Le ultime acquisizioni avrebbero finito per coinvolgere anche alcuni politici locali, nomi di spicco della giunta regionale e del Pd. Ma gli interessati smentiscono categoricamente. Intanto altri personaggi coinvolti nell’indagine raccontano la loro verità. Lucia Rossini, la terza ragazza barese entrata a Palazzo Grazioli, precisa di “non essere mai stata una escort”, “mai pagata da nessuno”. Da Berlusconi, racconta lei tramite l’avvocato Gaetano Sassanelli, “ho ricevuto soltanto la statuina di un gladiatore, ecco tutto”. Massimiliano Verdoscia, invece, amico del cuore di Tarantini, precisa di non essere indagato.

Dal fronte giudiziario di Bari, ma da un’inchiesta distinta sugli appalti sanitari, coordinata dal pm Desirée Digeronimo, ecco un avviso a comparire per il governatore Nichi Vendola. Che conferma: “Spiegherò la nostra indagine interna sulla gestione e sugli accreditamenti. Sarò lieto di rispondere a qualunque domanda”. La giornata si chiude su un’indiscrezione secondo cui l’imprenditore Tarantini avrebbe, in passato, organizzato un incontro tra Berlusconi e lo stesso Vendola. Il governatore sgrana gli occhi. “Non ho mai conosciuto questo Tarantini”.



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