Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

The day after

Postato da on mag 12th, 2011 e file sotto A.I, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

di Donatella D’Acapito
Il terremoto di Roma non c’è stato.
Atteso in vano, quasi fosse un reality a cui partecipare.
E fra superstizione e scetticismo, la protagonista di ieri è stata la
curiosità di vedere quello che poteva succedere.
Ci sono appunti che vengono letti, interpretati e trasformati in profezie credibili.
Ci sono fatti che vengono sottovalutati, ignorati e, purtroppo, diventano tragedie.
La leggenda metropolitana includeva anche l’ora del disastro: o intorno alle 16 e 40,
oppure subito dopo le 21. Meglio essere colti dal sisma sul posto di lavoro,
per quelli che non hanno disertato, oppure la sera in famiglia?
A voler fare conversazione, se ne poteva anche discutere.
Comunque, proprio perché non si sa mai, il 20% dei romani ha disertato
l’ufficio per restarsene a casa o improvvisare una gita fuori porta.
Ma dove stava la profezia del sisma? Nelle sue carte, infatti,
il sismologo faentino Raffaele Bendandi, non veste i panni di una moderna Cassandra
de noantri.
Dichiara Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell’INGV
(Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia): “ Di certo Bendandi
era un sostenitore delle ipotesi secondo cui gli allineamenti planetari
possono scatenare dei terremoti là dove si accumulano tensioni geodinamiche
nella crosta terrestre.
Dunque è probabile – ha proseguito Amato – che qualcuno abbia associato
queste credenze di Bendandi al fatto che nei prossimi giorni ci sarà un,
sia pure non perfetto, allineamento planetario tra Giove, Venere, Marte,
Mercurio, Saturno e la Terra. Tuttavia un’analisi statistica sui precedenti
allineamenti planetari dimostra l’inconsistenza di questa ipotesi”.
Dunque, è bastato un passaparola deviato a far nascere la leggenda.
Tanto vale, allora, contrastare la psicosi con un open day di informazione scientifica
sui terremoti.
L’INGV è stato invaso da circa duemila visitatori. Una squadra di quaranta
ricercatori e tecnici altamente qualificati hanno spiegato, con l’ausilio di
modellini animati della crosta terrestre, come si verifica un sisma,
come vengano registrate le onde sismiche e come poi si arriva all’elaborazione dei dati:
energia liberata, epicentro, ipocentro e durata.
Tante le proiezioni e molto materiale divulgativo a disposizione.
Il messaggio è questo: è possibile capire dove si verificheranno i terremoti in Italia,
quali sono le regioni più a rischio, ma è impossibile stabilire quando.
“L’unico modo per difendersi dai sismi – hanno spiegato gli studiosi dell’INGV –
è affidato alla prevenzione, ed è prioritario in Italia sviluppare quel progetto
di consolidamento del patrimonio edilizio, a partire dagli edifici sensibili
(ospedali, scuole, prefetture) che è stato annunciato più volte dai governi ma mai realizzato,
eccetto per la Legge n.77 del 24 giugno 2009 (conversione di un decreto legge del 28 aprile 09 che dice: “recante misure urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo e ulteriori interventi urgenti di protezione civile”), dove sono stati stanziati circa un miliardo nei sette anni che vanno dal 2010 al 2016”.
L’Abruzzo e L’Aquila, appunto. Una terra dove non è stata mai fatta
un’opera di prevenzione in termini di edilizia ed urbanistica.
Una terra per cui non è bastato il frequente ripetersi di episodi sismici,
che l’aveva investita dal dicembre del 2008, per salvarla dalla distruzione.
Una città ancora in ginocchio, perché c’è più interesse a capire come
continuare a speculare che a ricostruire.
Una città ridisegnata con moduli abitativi che della casa hanno solo il nome,
perché una casa è fatta anche di socialità, di profumi, di oggetti della memoria,
di suoni. L’Aquila con la ricostruzione che non parte, se non per le case che
poco hanno a che fare con il nucleo della città, e che oggi –
per l’assenza di prevenzione – avrebbe bisogno di 14mld di euro di risorse.
Ci sono Cassandre e Cassandre.
Non era necessario soffermarsi sulla scientificità delle teorie avanzate
da Giampaolo Giuliani. Potevano essere sufficienti i fatti.
Su Roma fatti e teorie fondate non ci sono.
Nel pomeriggio una scossa c’è stata, ma in Spagna.
Eppure l’11 maggio 2011 sarà per tutti il giorno del terremoto di Roma.
Quello che non c’è stato.


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