Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Tolentino (Macerata) aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20 Vernissage Sabato 17 settembre Ore 19,30 – 22

Postato da on set 12th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Le “Metamorfosi” fotografiche di Valentina Talamonti si possono ammirare come dei quadri, come delle opere a sé.

Nascono dalla decostruzione di un’immagine, smembrata nelle sue varietà cromatiche e nel suo significato, ricomposta poi da un altro angolo di visione in paesaggi immaginari, unione di mondi agli antipodi ma vicinissimi nella geografia della memoria.

Nella mostra saranno esposte circa trenta opere.

 

Valentina Talamonti è nata e vive a Roma ma conserva le impronte di una madre napoletana e un padre marchigiano. Per anni ha insegnato lettere nella scuola media, sperimentando con gli alunni forme di espressione teatrale, ma anche numerosi laboratori artigiani e creativi, con l’uso della creta e della cartapesta. Attualmente è formatrice e web designer. Appassionata di antropologia, ha viaggiato negli angoli più remoti della terra, dove ha raccolto le sue testimonianze fotografiche, dal Vicino Oriente allʼEuropa, dal Sudest asiatico all’Africa.

Fotografare volti e mani, corpi e lavori, madri nascoste e figli curiosi, preghiere e risate, non è per lei raccogliere un album di ricordi, ma entrare in contatto, bere l’essenza. Scatti che scompone per poi creare altre immagini. E altri mondi: il bassorilievo di un convento portoghese si immerge in un letto di semi africani ne “Il mondo dietro l’angolo”, una bicicletta svanisce sulla parete di un monastero cambogiano in “E’andata via”, il ramo di un albero indiano si protende sullʼacqua di un torrente umbro in “Ogni goccia è mare”.

Nel maggio 2011 ha esposto a Roma in una mostra dal titolo “Ennevù”.

 

“Il viaggio di Valentina Talamonti ricomincia ogni volta da capo, seduta davanti a uno schermo disfa la sua valigia, scombina nel disordine i ricordi e dal caos dei pigmenti s’incammina per altri percorsi con un nuovo bagaglio nella testa. E nel cuore. (…)

Da sempre lei elabora l’attimo presente e con mani veloci ne cambia la forma, che sia fatta di duttile creta o di immateriali pixel, fino a perderla, come un prestigiatore che non sa dove porterà il suo trucco, ma lo segue.(…)

E dimostra a tutti che altri mondi sono possibili, mentre continua a camminare restando ferma. E a cercare altre parole a colori per raccontare se stessa”.

                                                                                  

                                                                                        Natalia Lombardo


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