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Totti gladiatore, la Roma risorge

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Il capitano della Roma, Francesco Totti

Il capitano della Roma, Francesco Totti

ROMA – Paradosso all’Olimpico: nella serata dell’esordio romano di Claudio Ranieri, si rivede la Roma di Spalletti. Gioco di prima, costante ricerca della verticalizzazione, armonia tra i reparti e giocate tecniche di notevole spessore. A parte i paradossi, a Ranieri va dato atto, pur nel saccheggio della retorica della vigilia, di aver toccato le corde giuste per ritrovare una Roma all’altezza. Solo così, guardandola sotto l’aspetto psicologico, si spiega una trasformazione radicale rispetto alla opacità di Siena e Basilea. Conseguenziale alla prestazione, il 3-1 alla Fiorentina. I viola di fatto scendono in campo con oltre un’ora di ritardo: nella prestazione della squadra di Prandelli va salvata solo la parte finale, quando i giallorossi però erano già in fase di – colpevole – relax.

LA GRINTA DI BURDISSO – Entrando nel dettaglio, Ranieri punta sulla grinta di Burdisso (ottima prova dell’argentino) al centro della difesa: quindi la rivoluzione comporta di fatto un solo sacrificio eccellente, quello di Mexes. Vucinic affianca Totti in avanti, ma come nella Roma spallettiana, l’incursore è Perrotta, con Pizarro schierato in mediana a sinistra. Prandelli assegna la vittoria a Mutu nel ballottaggio con Jovetic: il romeno (prova scialba) è tra i trequartisti a sostegno dell’unica punta Gilardino.

CLIMA DIFFICILE – Il clima non è facile, la curva sud è vuota per protesta, anche chi sta dentro qualche fischio non lo risparmia durate la fase di riscaldamento. E’ qui che la Fiorentina commette il primo grosso errore. Una partenza a razzo, magari un gol, metterebbe all’angolo la Roma, invece i viola giocano sotto ritmo e la Roma prende le misure. I giallorossi, lentamente ma gradualmente trovano una grande scioltezza di manovra, fatta di incursioni dalla trequarti, di sponde, colpi tecnici di qualità. Uno di questi è di Vucinic: colpo di tacco a rientrare, Gamberini, beffato, reagisce toccando con il braccio.

TOTTI SHOW – Rigore sacrosanto che trasforma la serata – già buona – di Totti, in trionfale. Il capitano si prende la palla macigno, la scaraventa alle spalle di Frey, poi prende per mano la squadra. Suo il raddoppio fittizio (giustamente annullato per fuorigioco), suo quello reale, con un preciso destro ravvicinato su mischia da corner. La Fiorentina non c’è, e la Roma chiude i conti già nel primo tempo. De Rossi è l’altro trascinatore: lui stesso inizia l’azione, raccogliendo di testa un morbido assist di Totti dalla sinistra.

VIOLA, RISVEGLIO TARDIVO – Sotto di tre reti, la Fiorentina dà qualche segnale di reazione nella ripresa. Julio Sergio mostra prontezza su una botta dalla distanza di Montolivo e su una deviazione aerea di Gilardino, ma anche Frey deve montare attenta guardia sulle conclusioni di Taddei e Okaka. Si va avanti senza troppo pathos, tra colpi di tacco di Totti molto graditi dal pubblico, fino alle distrazioni finali. Esce Juan, Mexes entra ma non ha un grande impatto sulla gara: Perrotta a dire il vero lo mette in difficoltà con un retropassaggio ben sfruttato da Gilardino che accorcia le distanze. Gila è l’ultimo a mollare, ha ancora un paio di chance ma la sorte della gara è ampiamente segnata.

Roma-Fiorentina 3-1 (3-0)
Roma (4-4-2): Julio Sergio 6,5, Cassetti 6.5, Burdisso 7, Juan 6.5 (30′ st Mexes 5.5), Riise 6.5, Taddei 6,5, De Rossi 7.5, Perrotta 6.5, Pizarro 6.5 (23′ st Faty 6), Totti 8, Vucinic 7 (14′ st Okaka 6.5). (25 Artur, 13 Motta, 23 Greco, 94 Menez). All.: Ranieri 6.5.
Fiorentina (4-2-3-1): Frey 6, Comotto 6, Dainelli 5, Gamberini 5, Pasqual 5.5, Montolivo 5 (22′ st Donadel 5), Zanetti 5, Marchionni 5,5, Mutu 4.5 (16′ st Jovetic 6), Santana 5 (16′ st Jorgensen 6), Gilardino 6.5. (35 Avramov, 2 Kroldrup, 14 Natali, 19 Gobbi). All.: Prandelli 5
Arbitro: Rizzoli di Bologna 6.5
Reti: nel pt 27′ (rigore) e 32′ Totti, 41′ De Rossi; nel st 38′ Gilardino
Angoli: 6-6
Recupero: 1′ e 5′
Ammoniti: Pasqual e Dainelli per gioco scorretto, Gamberini per proteste
Spettatori: 34.000

 

fonte Repubblica.it


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