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Tutela dei diritti sul posto di alvoro per i malati oncologici e per i loro familiari

Postato da on mar 14th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Avv. Elisabetta Iannelli- Vice Presidente AIMAC e Segretario Generale FAVO

In Italia vivono due milioni di persone che hanno o hanno avuto il cancro e oltre la metà di loro continua a lavorare durante e dopo la scoperta della malattia. Il cancro non riguarda soltanto la persona malata ma anche i suoi familiari ed ha effetti dirompenti non solo sul piano psicofisico ma altresì in ambito sociale, lavorativo ed economico. La perdita del lavoro, per il ruolo che questo svolge nella vita di ognuno di noi, deve essere evitata, ed è di conseguenze importante sensibilizzare i datori di lavoro ad utilizzare gli strumenti legislativi  idonei a fronteggiare le difficoltà organizzative e gestionali a livello aziendale inevitabilmente conseguenti all’insorgere della malattia neoplastica.

Per le persone che si ammalano di tumore continuare o riprendere a lavorare è un’esigenza vitale. Ciò è stato anche recentemente dimostrato da un sondaggio AIMaC – Istituto Piepoli che ha rilevato che circa il 90% dei malati di cancro ritiene di fondamentale importanza lavorare non solo per ragioni economiche ma anche perché considera l’attività lavorativa una vera e propria terapia per sconfiggere il male, allontanare la depressione e sentirsi ancora vivi.

I pazienti oncologici devono sottoporsi a cure che non inficiano la possibilità di poter proseguire nelle attività lavorative, ma che spesso si protraggono nel tempo. Per questo la Legge Biagi, con l’art. 46 del d.lgs. n. 276/2003, ha modificato la disciplina sul part-time, introducendo per la prima volta nel nostro Paese il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale per i lavoratori malati di cancro. Nel d.lgs. n. 61/2000, che disciplina il rapporto di lavoro a tempo parziale, infatti, è stato aggiunto l’art. 12-bis, che riconosce ai lavoratori del settore privato affetti da patologie oncologiche, che a seguito della malattia abbiano una ridotta capacità lavorativa, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in tempo parziale. Recentemente la l. n. 274 /2007 art. 44 ha esteso tale norma anche ai lavoratori pubblici portatori di patologie oncologiche.

Informare correttamente i malati e i datori di lavoro sul quadro normativo esistente è rilevante anche al fine di facilitare l’accesso dei lavoratori ammalati di cancro ai benefici previsti dalle leggi dello Stato per mantenere il posto di lavoro senza dover trascurare le terapie ed i follow-up necessari a curare la malattia. Inoltre, è di grande importanza render noto ai familiari dei pazienti oncologici dell’esistenza di provvedimenti legislativi atti ad agevolarli nel momento in cui dovessero assentarsi dal lavoro per  prendersi cura dei loro parenti malati.

La norma sul part-time dedicata ai lavoratori dipendenti malati di tumore ed ai loro familiari contenuta nel decreto di attuazione della ‘legge Biagi’ e  la legge n. 80 del 2006 che ha abbattuto i lunghissimi tempi di attesa necessari all’ottenimento dell’accertamento dell’invalidità e il conseguente sostegno economico, riducendoli a soli 15 giorni sono state ottenute grazie  l’attività di lobbying di FAVO ed  AIMaC, impegnate da anni sul fronte della tutela dei diritti dei malati oncologici mediante


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