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UE: accordo Italia/Francia su riforma agricola ed etichetta

Postato da on dic 14th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Jean-Michel Lemétayer

Un accordo sulla riforma della Politica Agricola Comune (Pac) e sulla necessità di indicare in etichetta l’origine della materia prima agricola come richiesto dalla maggioranza dei cittadini europei. E’ quanto prevede la dichiarazione comune sottoscritta al termine del colloquio bilaterale a Roma tra il presidente della Coldiretti, Sergio Marini e il presidente della Fédération Nationale des Syndicats d’Exploitants Agricoles (FNSEA), Jean-Michel Lemétayer, che sono alla guida delle due principali organizzazioni agricole dell’Unione. Di fronte alle incertezze delle Istituzioni europee, nell’accordo in dieci punti tra  i rappresentanti delle agricolture leader nella qualità a livello internazionale si chiede tra l’altro che a livello comunitario, siano previste norme che prevedano l’indicazione obbligatoria, per tutti gli alimenti, del paese di origine o del luogo di provenienza dei prodotti agricoli, al fine di garantire la massima trasparenza lungo tutta la filiera agro-alimentare e per rispondere ad una forte domanda dei cittadini consumatori.

Coldiretti ed Fnsea per la riforma del 2013 richiedono una dotazione finanziaria della Politica Agricola Comune (PAC) allo stesso livello del periodo di finanziamento in essere e che sia mantenuta l’attuale distribuzione tra Stati membri. Una eventuale diversa ripartizione delle risorse della PAC tra Paesi dovrà essere basata su una serie di parametri obiettivi. Deve essere valorizzato il ruolo economico degli agricoltori come produttori di cibo e non di “commodities”, la produzione di beni pubblici da parte degli agricoltori che il mercato non remunera e, questo, per mantenere un’agricoltura sostenibile sotto il profilo sociale e ambientale.

I principali elementi della PAC sono rappresentati, nel primo pilastro, dall’orientamento al mercato, una rete di sicurezza per i mercati e pagamenti diretti disaccoppiati, mentre nell’ambito del secondo pilastro – sostengono Sergio Marini e Jean-Michel Lemétayer – vanno collocate le misure di carattere strutturale e a programmazione pluriannuale per la modernizzazione e la competitività delle imprese agricole. E’ questa la struttura di base che si ritiene seguire, in modo coerente, anche nel futuro.  Per il periodo post 2013 la finalità più importante sarà quella di armonizzare, con un adeguato periodo transitorio, gli strumenti per la distribuzione dei pagamenti diretti. Tutti i produttori e l’insieme dei settori produttivi devono essere ugualmente considerati dalla PAC. Il sistema dei “riferimenti storici”, per calcolare gli aiuti diretti delle singole aziende, dovrà essere sostituito con un sistema basato su una serie di parametri obiettivi.

Bisognerà garantire un’adeguata competitività dell’agricoltura europea ed aumentare il potere contrattuale degli agricoltori e questo si raggiunge – sostengono Coldiretti e Fnsea – con il sistema degli aiuti diretti nel primo pilastro, una rete di sicurezza efficace sui mercati anche per contrastare la volatilità dei prezzi, strumenti di assicurazione del reddito e anche attraverso il sostegno della gestione degli agricoltori di filiere territoriali corte, trasparenti e a basso impatto ambientale.  Una combinazione degli strumenti di politica agricola con un nuovo sistema di prevenzione del rischio sono le condizioni necessarie per affrontare le sfide del mercato globale, fra cui quella del cambiamento climatico. Già nel passato l’agricoltura ha contribuito alla riduzione dell’emissione dei gas a effetto serra, molto di più degli altri settori. In ogni caso l’agricoltura è pronta per intraprendere altri sforzi e, allo scopo, il secondo pilastro – concludono Coldiretti ed Fnsea – deve prevedere nuove misure e avere una sufficiente dotazione finanziaria.


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