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Nuovo modo rivoluzionario per trovare antibiotici

Postato da on set 18th, 2013 e file sotto Primo Piano, Ricerca Scientifica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

I ricercatori dell’Università di California, a San Diego, hanno scoperto un nuovo modo rivoluzionario per trovare gli antibiotici. Un vero progresso scientifico che potrebbe portare alla scoperta di nuovi antibiotici che permetterebbero di trattare i batteri resistenti agli antibiotici.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di California ha scoperto un modo nuovo per trovare gli antibiotici sviluppando un modo per creare l’equivalente di un’autopsia sulle cellule batteriche. I ricercatori hanno pubblicato i risultati della loro scoperta questa settimana nella edizione online della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Nuovi antibiotici

Un vero progresso scientifico con conseguenze fondamentali per lo sviluppo delle ricerche scientifiche successive in quanto, come ha riferito Joseph Pogliano, professore di biologia nell’Università di California a San Diego e a capo del gruppo di ricerca, questa scoperta rivoluzionaria fornirà gli strumenti per identificare i composti in grado di uccidere i batteri e determinare con precisione come operano.

Joseph Pogliano rivela che alcuni batteri hanno sviluppato una resistenza per ogni classe di antibiotici conosciuta e quando questi batteri, resistenti ad ogni farmaco, causano un’infezione, è praticamente impossibile curarla. Attualmente c’è un bisogno urgente per nuovi antibiotici capaci di curare le infezioni causate dai batteri resistenti agli antibiotici.

Dai centri per la prevenzione e il controllo delle malattie giunge una notizia allarmante: solamente negli Stati uniti sono stati trovati in circa 200 ospedali numerosi pazienti colpiti da infezioni causate dal batterio CRE (Carbapenem-Resistant Enterobacteriaceae).

Nessun antibiotico attualmente disponibile sul mercato riesce a curare queste infezioni e così circa la metà dei pazienti muore a causa delle infezioni del batterio CRE. La penicillina fu inventata negli anni ’20 del secolo scorso e negli anni ’40 godette di un’ampia diffusione nell’ambito scientifico. Nonostante ciò, i batteri svilupparono molto presto la resistenza alla penicillina, così gli scienziati si impegnavano a creare versioni nuove dell’antibiotico sempre più efficaci.

Le ricerche continuano tutt’ora ma negli ultimi 25 anni si è drasticamente ridotto il numero di nuovi antibiotici trovati nell’ambito medico. Nello stesso tempo i batteri continuano a svilupparsi e molti sono diventati resistenti ad ogni farmaco attualmente disponibile sul mercato, creando una situazione molto critica.

Tutt’ora non si riesce a comprendere del tutto come funzionano le molecole. Questo è uno dei problemi principali nell’identificare nuovi antibiotici e introdurli nel mercato. Ora gli scienziati si stanno impegnando per identificare rapidamente le molecole capaci di uccidere i batteri e selezionare efficacemente i più adatti per i trattamenti clinici. Un passo in avanti in questa direzione è stato fatto combinando le tecniche di biologia quantitativa e microscopica.

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