Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Un taglio qui, un altro lì

Postato da on giu 11th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

La pensione di invalidità, uno strumento nato per offrire sostegno alle persone la cui capacità lavorativa è ridotta a causa di problematiche di salute; l’importo varia a seconda del grado di invalidità. Fino ad oggi l’accesso a questa forma di sussidio è stato garantito a tutte quelle persone che riportano un grado di invalidità pari al 75%, includendo, quindi, nel provvedimento portatori della sindrome di Down, amputati di braccio e di spalla, soggetti affetti da psicosi ossessive o schizofrenia e molte altre categorie. La manovra finanziaria di Tremonti, invece, prevede un innalzamento della soglia di invalidità all’85%, il che significa escludere dal sostegno economico tutte le suddette classi di pazienti.

La decisione, motivata con la necessità di porre freno alla pratica, purtroppo diffusa, delle false dichiarazioni di invalidità, non può non lasciare perplessi. Non solo non si riesce a comprendere in che modo questo possa contrastare il fenomeno dei falsi invalidi, ma, interrogativo ancor più cocente, come potranno tutti i soggetti esclusi dall’accesso al sussidio arrivare a fine mese?

Fonti: Intrage


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