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Una donna su due molestata sul lavoro!

Postato da on set 16th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

L’Istat in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio ha reso noti i risultati di un indagine condotta in tema di molestie sessuali e ricatti sul lavoro subiti dalle donne nel corso della vita e negli ultimi 3 anni.

Più della metà di queste, il 51,8 % ha dichiarato di aver ricevuto nell’arco della vita lavorativa ricatti sessuali o molestie in senso lato. Le regioni dove questo fenomeno è più rilevante sono quelle del Nord, in particolar modo il Piemonte, anche se negli ultimi tre anni si è registrato un incremento delle segnalazioni nel Sud Italia, diretta conseguenza della maggior partecipazione al mondo del lavoro anche da parte delle donne meridionali.

Sono le grandi città e le loro periferie a costituire un terreno fertile per questi episodi, a differenza dei piccoli centri dove sono più inusuali.

Ad essere maggiormente esposte al rischio di molestie sono le ragazze di 14-24 anni (38,6 per cento), per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media, seguite dalle 25-34enni (29,5 per cento). I valori più alti riguardano le laureate (26,1 per cento) e le diplomate (22,3 per cento).

Le forme di molestia verbale sono le più diffuse, seguite dagli episodi di pedinamento , dagli atti di esibizionismo, dalle molestie fisiche e dalle telefonate oscene. L’1,4 per cento delle donne ha ricevuto altri tipi di messaggi osceni, vocali o scritti, per telefono, tramite posta tradizionale o posta elettronica. Semplici dati per evidenziare come di Pari Opportunità sia ancora veramente difficile poter parlare, qualcosa è stato fatto, ma molto si deve ancora fare; l’idea che in un momento di crisi lavorativa come questa, una donna su due in Italia abbia subito molestie sessuali e ricatti, non può che diventare un campanello di allarme da tenere ben presente se si vuole contrastare un fenomeno che rischia di diventare ancora più dilagante.


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