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Una nuova direttiva per abbreviare i tempi di concessione dei finanziamenti alle imprese

Postato da on nov 20th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Francesco De Angelis

Francesco De Angelis

A seguito della crisi finanziaria globale, la disponibilità di liquidità da parte degli Istituti di Credito e degli Istituti finanziari è diminuita sensibilmente. Tutto ciò si è riversato sulla prosperità finanziaria delle piccole e medie aziende, che in un quadro di crescita e competitività del mercato europeo rivestono un ruolo centrale. La Commissione Europea, ha più volte ribadito la necessità di effettuare interventi che facilitino l’accesso ai finanziamenti e la necessità di definire misure idonee, che permettano a tutti gli attori coinvolti di beneficiare delle opportunità offerte dal mercato.  A questa situazione si aggiunge il fenomeno del ritardo nei pagamenti delle transazioni commerciali  che svantaggia ulteriormente la disponibilità di liquidità da parte delle imprese, e costa loro miliardi di euro l’anno. A farne maggiormente le spese sono le aziende  dell’area del mediterraneo, ed in particolar modo quelle italiane. Nell’Unione Europea, vengono sottoscritti contratti con le Pubbliche Amministrazioni per 1943 miliardi di euro, pari al 15% del Pil Europeo del 2008. Secondo le stime attuali, il ritardo nei pagamenti, ad oggi, ammonta a 180 miliardi di euro, di cui 70 miliardi sono generati  dai ritardi della nostra Pubblica Amministrazione. La Germania, la Francia, il Regno Unito, hanno dei tempi molto più brevi, che  si attestano intorno ai 53 giorni.  Il periodo di attesa si allunga nell’area dei paesi del mediterraneo con la Grecia che ha dei tempi medi che si aggirano intorno ai 162 giorni, seguita dalla Spagna ed infine dal Portogallo e dall’Italia, che impiegano circa 130 giorni.  Questi  quattro mesi e mezzo costano agli imprenditori italiani 1,7 miliardi di euro. Dal 1996 ad oggi si è registrato un progressivo peggioramento della situazione, infatti all’epoca i tempi di attesa erano precisamente di 87 giorni. La maggioranza degli imprenditori dichiara infatti di aver fortemente risentito dell’allungamento dei tempi. Il fenomeno non è stato avvertito solo dal 2 % degli appartenenti alla categoria. A fronte di questa situazione il Parlamento Europeo ed il Consiglio hanno sentito l’esigenza di fare una proposta di legge in grado di tamponare il fenomeno, nonostante fosse già stata emanata una direttiva con lo scopo di contrastare queste dinamiche, la 2000/35/CE. La  proposta della Commissione Europea è inserita nel quadro fondamentale per la piccola impresa, il cosiddetto “Small Business Act” COM(2008), costituito da 92 misure tra proposte legislative e comunicazioni. La proposta di contrasto ai ritardi delle Pubbliche Amministrazioni, COM(2009) 126, prevede che in assenza di clausole contrattuali che specifichino tempistiche differenti, i tempi di pagamento delle transazioni commerciali, tra imprese, non possano superare i 30 giorni, stessa tempistica è stata prevista nelle transazioni effettuate con le Pubbliche Amministrazioni, a meno che in seguito a particolari circostanze non venga specificato nell’accordo tra il debitore ed il creditore una tempistica differente. Non è previsto il ricorso a clausole contrattuali inique, quali quelle che escludono l’applicazione di interessi di mora. Inoltre tra i principi generali c’è la riserva di proprietà, l’obbligo di trasparenza ed il risarcimento di spese di recupero, principi a tutela di entrambe le parti contraenti. La Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo ha il compito di produrre una relazione di opinione sulla proposta. Francesco De Angelis, ex Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio, attualmente deputato europeo, è il relatore della Commissione. L’On. De Angelis ha organizzato presso la sede capitolina del Parlamento europeo, un incontro per discutere  la nuova proposta di legge, al quale hanno partecipato anche le associazioni di categoria. Secondo l’On. De Angelis, che ha rilasciato durante la giornata un intervista ai nostri microfoni, c’è bisogno di una direttiva comunitaria forte, che sia in grado di dare agli imprenditori la certezza del pagamento. Inoltre prosegue l’On. De Angelis, la situazione non è comune a tutti e 27 gli Stati dell’Unione, ad esempio quella dell’Italia è fra le più problematiche, pertanto questa direttiva dovrà essere in grado di incidere positivamente in tutte le diverse realtà. Secondo l’On. De Angelis, una modalità attraverso la quale poter garantire che le Amministrazioni Pubbliche, come le aziende, si attengano alle tempistiche previste dalla direttiva ( 30 giorni), potrebbe essere la previsione di sanzioni in caso di inosservanza.  L’On. ha continuato sottolineando che c’è la necessità di emanare una direttiva che a differenza della precedente, non consenta troppe deroghe alle norme previste. L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, consentirà al Parlamento europeo di avere un maggiore potere decisionale, e ciò darà alle regioni maggiori possibilità di beneficiare dei vantaggi derivanti dal mercato europeo. Per l’On. De Angelis, sarà inoltre necessario mettere in atto un intervento che permetta alle imprese di beneficiare direttamente dei contributi europei , cosa che finora non è stata mai realizzata poiché i fondi sono stati  distribuiti  attraverso l’intermediazione delle  amministrazioni regionali.


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