Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Un’arma in più contro le mine antiuomo

Postato da on lug 5th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Una forma di tecnologia sociale. Potremmo definirlo così il nuovo radar in grado di rilevare la presenza di mine antiuomo nel terreno. Si chiama Rascan ed è stato messo a punto con il contributo di due italiani: Lorenzo Capineri e Pierluigi Falorni, ricercatori presso l’Università di Firenze.

Lo strumento, presentato alla Summer Scienze Exibition di Londra, organizzata in occasione del 350° anniversario della Royal Society, può rintracciare oggetti posti fino a 15 centimetri sotto terra, con una precisione nettamente superiore a quella dei normali radar. Mentre questi ultimi, infatti, indicano genericamente qualsiasi oggetto sospettato di essere una mina, Rascan, radar olografico a microonde, restituisce immagini molto più accurate, con l’indicazione della forma e delle dimensioni, limitando notevolmente la possibilità di errore e riducendo i tempi dell’indagine.

Inoltre, a differenza dei radar tradizionali, che rintracciano soltanto parti metalliche, Rascan si rivela utile anche nella ricerca della plastica, presente in larga misura nelle mine antiuomo di più recente produzione. Tanti gli istituti universitari che hanno collaborato al progetto, dal Culham Centre for Fusion Energy in Gran Bretagna alla Bauman Moscow State Technical University in Russia, da Sakaecho Tachikawa in Giappone al Franklin and Marschall College negli Usa. Una collaborazione trasversale che ha visto più paesi uniti nell’obiettivo comune di tutelare intere popolazioni dal rischio mine, ancora 100 milioni sparse nei terreni di 78 paesi del mondo.

Fonti: Galileo


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