Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Vaccino per l’HIV: verso il superamento degli ultimi ostacoli alla sua realizzazione

Postato da on set 28th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Se il sistema immunitario fosse in grado di riconoscere le strutture proteiche presenti sulla superficie del virus dell’hiv, sarebbe in grado di produrre anticorpi capaci di neutralizzare il virus stesso. E’ questo il presupposto fondamentale per lo sviluppo di un vaccino efficace. Tuttavia, l’ostacolo più grande alla sua realizzazione è rappresentato dal fatto che alcune parti della superficie virale si modificano al punto di sfuggire all’identificazione da parte degli anticorpi.

Una sezione della superficie virale, nota come epitopo, è riconoscibile dall’anticorpo 2FG nel momento in cui ha una struttura irregolare; quando, invece, adotta una particolare forma a elica o a spirale diventa non identificabile.

Una nuova tecnica, frutto di una ricerca condotta presso il Vaccine Research Center of the National Institute of Allergy and Infectious Diseases, apre le porte per il superamento di questo ostacolo.

Il procedimento prevede l’estrazione della parte riconoscibile dell’epitopo, e il suo inserimento in una struttura proteica elaborata al computer, che incamera l’epitopo proprio nella sua forma riconoscibile, così da predisporre il sistema immunitario alla sua immediata tracciabilità.

Sono state inserite copie della forma riconoscibile dell’epitopo nell’impalcatura proteica sviluppata dai ricercatori, e poi sono state iniettate su porcellini d’india di laboratorio.

Il risultato è stata la produzione di anticorpi simili al 2GF capaci di legarsi all’epitopo, il che ne lascia ipotizzare l’efficacia anche in caso di trasformazione.

L’ideazione di strutture proteiche potrebbe, pertanto, rivelarsi utile nella creazione di un vaccino per l’hiv. Potenzialmente la stessa procedura potrebbe applicarsi anche a vaccini per altre diverse malattie infettive virali.

Fonti: Le Scienze


Leggi Ancora

Lascia una risposta