Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Nella notte di venti anni fa crollava il Muro

Postato da on nov 10th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 novembre 1989: a Berlino cadeva il Muro che per 28 anni aveva separato la Germania dell’Est da quella dell’Ovest; 9 novembre 2009: nella capitale tedesca, davanti alla Porta di Brandeburgo, si celebra il ventennale di questo evento epocale. Quando crollò il Muro, si credette che una nuova era di pace, democrazia e prosperità sarebbe iniziata. Si parlò addirittura di “fine della storia” intesa in senso hegeliano come dialettica degli opposti, come lotta fra diverse visioni del mondo. Oggi ci accorgiamo che le guerre non sono mai terminate e che i grandi conflitti ideologici si sono solamente trasformati. Se è vero che l’Occidente democratico ha esportato i propri usi e costumi nei paesi dell’Europa orientale, è altrettanto vero che, mentre la crisi economica ha messo duramente in discussione il mito del progresso e la nostra fiducia cieca nella tecnica e dell’inesauribilità delle risorse a nostra disposizione, nuovi terribili scontri sono scoppiati al di fuori della vecchia Europa.  Un incontrollabile elemento ha fatto irruzione nella panoramica politica attuale: il fondamentalismo islamico, che ha gettato nel terrore l’Occidente con gli attentati dell’11 settembre 2001, ma che in realtà era emerso con violenza già al tempo di Khomeini, durante la rivoluzione iraniana del 1979. Così la dicotomia tra paesi liberi dell’ovest e paesi comunisti dell’est ha lasciato il posto a una molteplicità di conflitti, più o meno tangibili, e spesso radicati all’interno delle nostre stesse società. Lo scontro è diventato culturale e ha finito per travolgere le nostre convinzioni, mettendo in crisi il senso stesso della politica, sia a livello mondiale sia a livello nazionale. E, nonostante l’Europa si stia orientando verso un’unità economica fondata sulla democrazia, i muri, fisici o ideologici, sono reali. La caduta del Muro di Berlino, avvenuta in una sola notte, senza violenza alcuna, è un simbolo eloquente, una metafora significativa, ma di per sé non può avere valore risolutivo. Tuttavia deve essere compresa, sfruttata, portata a compimento. Perché dietro a ogni muro ne vengono alzati altri, e altri ancora si nascondono, ma sempre bisogna trovare il modo di scavalcarli.

Fonte ilmessaggero.it


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