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Verso una nuova politica abitativa

Postato da on mar 1st, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

case_popolari Il problema dell’impossibilità di sostenere i costi abitativi, quando non addirittura di trovare un’abitazione, sembra non avere limiti territoriali; dal Nord al Sud dell’Italia si registrano dati preoccupanti, la riduzione del potere d’acquisto è tale che ad oggi i cittadini investono metà dello stipendio nell’affitto di una casa, senza considerare il fenomeno dei pagamenti richiesti in nero che, se da una parte va a gonfiare le tasche dei proprietari di immobili, dall’altra non offre grandi vantaggi all’inquilino.

L’anci ( Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha, infatti, indetto una conferenza che si è tenuta il 26 Febbraio a Venezia, nel corso della quale è stata presentata una nuova proposta di politica abitativa: l’introduzione di sgravi fiscali per i proprietari che decidono di dare in affitto un locale e la totale detrazione del costo dell’affitto dalla dichiarazione dei redditi per gli inquilini.

L’obbiettivo è quello di creare un conflitto di interessi fra i due soggetti, così che per entrambe possa risultare conveniente accedere ad un contratto regolarmente registrato, garantendo al tempo stesso vantaggi economici per entrambe.

Altra questione affrontata durante il convegno è stata l’edilizia popolare, rispetto alla quale l’Italia risulta essere il paese europeo meno attivo, con una percentuale di sistemazioni di edilizia sociale pubblica pari al solo 4%, a confronto del 36% dell’Olanda e del 22% della Gran Bretagna.

Si pone, quindi, la necessità di avviare degli interventi che favoriscano l’incremento di un edilizia sociale. Le proposte dell’Anci prevedono agevolazioni fiscali per gli immobili affittati a canone concordato e un censimento del patrimonio sfitto degli enti previdenziali, garantendo ai comuni di appartenenza il diritto di prelazione in caso di vendita, così da poter reimmettere le strutture nel circuito dell’edilizia popolare.

Fonti:  Anci


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