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Vita più difficile per i trafficanti di persone ?

Postato da on giu 16th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Può sembrare un discorso retorico, un altro di quei summit che non portano a niente, dove donne in tailleur e uomini in giacca e cravatta parlano di argomenti che sembrano astratti, di cui non si comprende a pieno la gravità, che sembrano lontani anni luce dalla “normalità”, ma nella triste quotidianità di molti, troppi, la parola schiavitù non è letta nei libri di storia, ma è vissuta sulla propria pelle.

 La schiavitù nel 2010 è ancora un business molto vantaggioso ( è la terza fonte di reddito dopo la droga e il traffico di armi), alti guadagni a fronte di rischi relativamente bassi. Questa è la situazione nel nuovo millennio, e a farne le spese, nella maggior parte dei casi, sono donne e bambini. Su tale fenomeno non ci sono stime precise, ma gli esperti ritengono che ogni anno centinaia di migliaia di persone vengano trafficate nell’area UE e la stragrande maggioranza delle vittime identificate, come già anticipato,  sono donne o ragazzine. Va inoltre aggiunto, come sostiene Steve Harvey dell’Europol, che con l’apertura delle frontiere, dopo il trattato di Schengen, non sia più possibile individuare il canale di provenienza  di questi traffici.

Questi sono solo alcuni dei punti emersi nel seminario sulle strategie dell’unione Europea per combattere il traffico di essere umani, ed è per questa ragione che esperti di ogni nazione si sono confrontati per redigere una nuova legge per intensificare la lotta contro la schiavitù moderna. A puntare il dito contro l’attuale normativa è Anna Hedh, membro della commissione per i Diritti delle donne, che nel suo discorso di apertura dei lavori ha ribadito quanto sia inefficace la struttura europea per arginare questi abominevoli crimini. Già lo scorso febbraio il Parlamento ha ribadito l’importanza di dare assistenza incondizionata alle vittime di queste violenze, idea ripresa e ampliata nel corso del summit.

I lavori sono proseguiti ponendo l’accento sulla necessità, anche, di estendere il concetto di traffico di persone e sfruttamento ad altre forme di tale fenomeno; l’elemosina forzata dei bambini, per esempio, lo sfruttamento sessuale, i lavori forzati, il traffico di organi, l’adozioni illegali, ma anche i lavori domestici. Definite queste nuove forme di schiavitù l’attenzione si è spostata sui rischi minimi a cui vanno incontro tutti coloro che si macchiano di questi crimini; vi è la necessità di creare un ambiente ostile nei confronti dei colpevoli di tali misfatti, come pure di creare misure punitive verso tutti coloro che usufruiscono dei servizi di queste persone.

Il prossimo step, dunque,  sarà la redazione della risposta del Parlamento alla proposta della commissione, che dopo le discussioni e l’approvazione in sede di commissione verrà votata in plenaria. L’imperativo, quindi, è quello di rendere la vita un inferno a tutti coloro che fanno della vita degli altri un inferno.

Fonti: Europal


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