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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

W Niatri al Teatro Vascello, un viaggio in bilico fra sogno e realtà

Postato da on mar 17th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Daniele Pilli, Fabrizio Ferracane, Michele Riondino, Foto di Giuseppe di Stefano

Daniele Pilli, Fabrizio Ferracane, Michele Riondino, Foto di Giuseppe di Stefano

Dal 20 Marzo al 28 sarà in scena al Teatro Vascello di Roma W Niatri. Lo spettacolo promosso dall’Associazione Culturale Teatruscia è stato realizzato per il Napoli Teatro Festival. E’ una rappresentazione onirica dei sogni di tre amici, Mimmo, Uccio, Andrea che si sentono imprigionati in strada da una rete immmaginaria che li separa dal mondo e dalla possibilità di realizzare ciò che vorrebbero. La rappresentazione di un disagio che rende spettatori e non protagonsiti della propria esistenza, per fuggire dalla quale i tre amici si lasciano andare all’immaginazione di un’altra realtà. W Niatri è uno spettacolo collettivo, frutto della collaborazione fra la drammaturgia di Linda Dalisi, il disegno luci di Luigi Biondi ed il contributo di Daniele Pilli, Fabrizio Ferracane e Michele Riondino, attori in ascesa con una formazione edificata su variegate esprienze: dal teatro, alla televisione fino al cinema.
Michele Riondino è vincitore del premio Shooting Stars 2010 di Berlino come miglior attore per “Il passato è una terra straniera” al fianco di Elio Germano. In questi giorni sta lavorando al “Il segreto dell’acqua” di De Maria ed è in uscita nelle sale cinematografiche con l’ultima pellicola di Mortone, “Noi credevamo” ed “ Henry” di Alessandro Piva.
Fabrizio Ferracane reduce dalla Fiction “Il capo dei capi” su Totò Riina è oggi in uscita T.V. con la nuova serie “Squadra antimafia”, infine Daniele Pilli uscito al fianco di Claudio Santamaria con “Fine pena mai”. Insomma un cast d’eccezione per uno spettacolo profondo ed originale, che rivolge al pubblico un invito a riflettere sulla propria esistenza.
Per l’occasione abbiamo intervistato i tre attori.

W Niatri, è una rappresentazione onirica, ma non nasce originariamente con questa forma.
Quale è stato il percorso che vi ha portato a renderla in questo modo e perché?

Siamo partiti dall’idea di “strada”, il luogo in cui vivono questi tre
caratteri, Mimmo, Uccio, Andrea le loro giornate apparentemente uguali. La
strada lentamente è diventata una sorta di gabbia con una rete che li separa
dal fuori e una grande lavagna in cui si cercano nuove parole per un confronto
con la realtà.
Andrea proietta in un sogno questa fuga , Uccio lo segue e Mimmo trama il
fallimento di entrambi, tutto non torna come prima, alla fine saranno “uno per
tutti e tutti e tre nessuno”.

Mimmo, Duccio ed Andrea, parlano ciascuno in un dialetto differente, anche nel titolo viene utilizzata un’espressione dialettale, cosa sta ad indicare questa scelta?
In scena ci sono due attori siciliani ( Ferracane e Pilli) e un attore
pugliese ( Riondino) questo elemento reale ha creato effettivamente un
linguaggio che fa riferimento ai diversi dialetti cercando continuamente un
filo comune del discorso. La drammaturgia finale di Linda Dalisi raccoglie
questi elementi creando tutte le possibili sfumature linguistiche.

Ciascuno di voi ha contribuito attivamente alla realizzazione dello spettacolo, siete attori-registi, quale è stato il contributo di ciascuno di voi?

Lo spettacolo nasce dall’incontro della regia con la drammaturgia, del
disegno luci (Luigi Biondi) con la recitazione, un contributo quindi di scambio
di competenze e di linguaggi che fanno di W Niatri un lavoro di creazione
collettiva.

La vita di una persona può cambiare da un momento all’altro, nel momento in cui ci si mette in relazione con fattori esterni che intervenendo nella routin di tutti i giorni possono portare ad un percorso di crescita e cambiamento, quindi tutto è relativo? Duccio, Mimmo ed Andrea vivono in uno spazio chiuso, in cui ogni giorno è uguale al precedente, in una condizione di immobilità interna ed insoddisfazione, sarà l’arrivo di un fattore imprevisto ed esterno a scuoterli da questo torpore?

W Niatri racconta effettivamente quello che succede nella vita di ognuno,
una sorta di rivoluzione copernicana, in cui si scopre che tutto è davvero
relativo, che esiste una realtà in continuo movimento in cui niente rimane come
prima.

Visto che ciascuno di voi ha realizzato progetti nel campo cinematografico, televisivo, e teatrale vorrei sapere quale è secondo voi il miglior veicolo di riflessione. O meglio quale di questi veicoli permetta una miglior possibilità di espressione, comunicazione e conseguente possibilità di riflessione per lo spettatore.

Lo spettatore deve scegliere di riflettere a prescindere dai veicoli
mediatici , in questa scelta sicuramente gli spunti dati dal teatro sono
diversi da quelli televisivi e cinematografici, ma rimane necessaria in una
società televisiva come la nostra la forza del  teatro che  non può essere
comodo, non può solo divertire e far sorridere.


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