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Whitney, la caduta e il ritorno “Mia figlia mi ha dato la forza”

Postato da on set 18th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Whitney Houston

Whitney Houston

SE c’è una storia esemplare di ascesa, successo, caduta e rinascita nel campo del pop al femminile, beh, questa è la storia di Whitney Houston. Bella, brava, talentuosa, gentile, simpatica, la Houston è stata assieme a Madonna il personaggio femminile degli anni Ottanta, la ragazza che, per la musica afroamericana, ha cambiato le regole del gioco, la diva alla quale tutte le ragazze si sono ispirate sperando di raccogliere almeno una briciola del suo successo.

Figlia d’arte, sua madre Cissy era stata leader delle Sweet Inspirations, Dionne Warwick sua cugina, Aretha Franklin madrina di battesimo, un destino segnato da una voce cristallina. 175 milioni di album e 50 milioni di singoli venduti, 411 premi tra i quali ben sei Grammy, un film dagli incassi travolgenti come Guardia del corpo, concerti, tour, spettacoli, un trionfo assoluto, indiscutibile, indiscusso.

Poi, pian piano, la discesa nell’abisso, le assenze dalle scene sempre più lunghe, il visto pallido e sciupato, le voci sempre più frequenti di eccessi di droga, di sesso, di violenza, un marito difficile come Bobby Brown, ripetuti aborti, una figlia che già adolescente finisce sui tabloid, le cronache nere dove trovava più spazio che negli spettacoli.

Per sette anni ha lottato con i suoi demoni, ha partecipato con l’ex marito Bobby Brown un imbarazzante reality show, è apparsa disorientata e senza voce a concerti che non era in grado di sostenere, ha disertato un’apparizione agli Oscar ed è stata fotografata in uno stato che denunciava una devastante anoressia.

Ma ora tutto questo sembra finito. Il 9 agosto ha compiuto 46 anni, il 28 ha pubblicato un nuovo album e, in pochissime settimane, Whitney Houston è tornata ad essere una star, scalando le classifiche di mezzo mondo, arrivando puntualmente al primo posto, anche in Italia. “È stata mia figlia Bobbi Kristina a darmi la forza. Mi ha convinto che il successo non mi ha abbandonato”, ha detto, ammettendo in qualche modo di essere uscita dal tunnel.

Il merito è stato anche del suo discografico, Clive Davis, “che un bel giorno mi ha chiamato e ha detto: “È il momento di ricominciare”. A fare cosa? ho chiesto. “A lavorare”. Era quel che volevo sentirmi dire. Mi ha detto che avrei potuto farcela. Io ero spaventata all’idea di tornare nell’industria della musica, ma la musica è dentro di me, è ancora viva dentro di me”, ha detto Houston.

Il tycoon del pop come al solito ha fatto le cose in grande, e ha coinvolto nel disco della sua protegée compositori, produttori e collaboratori come Alicia Keys, R. Kelly, David Foster, Diane Warren e Akon e la magia sembra essere tornata.

Due giorni fa, sull’onda del successo, la Houston è andata a “confessarsi” da Oprah Winfrey: ha detto di essersi definitivamente liberata della dipendenza dalla droga, e ha rivelato che, nel momento peggiore della sua dipendenza da cocaina e crack, ha creduto di aver perso “lo spirito” giusto per cantare: “Sì, ne sono uscita. Ma non pensare che non mi capiti di desiderarle”, ha detto di “pregare” affinché il desiderio di drogarsi scompaia ma ha anche ammesso che, talvolta, fa uso di alcol: “Oprah, vado avanti un giorno alla volta”.

La diva è tornata, con meno lustrini e più verita, cercando di fare soprattutto la cosa che gli riesce meglio: cantare, come poche altre hanno, prima e dopo di lei, saputo fare.

fonte Repubblica.it


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