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XII Workshop-Linfomi maligni, le forme mantellari: esperti a confronto

Postato da on dic 15th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Si apre domani ore 14,00, a Napoli presso l’Hotel Vesuvio, la due giorni del Workshop “Linfomi maligni: le forme mantellari”, organizzato da Antonio Abbadessa, direttore dell’Unità di Oncoematologia dell’Ospedale di Caserta. L’evento, giunto alla XII edizione, riunirà studiosi di fama internazionale per discutere delle acquisizioni più recenti in tema di prognosi, diagnosi e terapia. «Lungi dal voler proporre un semplice esercizio culturale.

Vogliamo che questo momento di confronto – spiega Abbadessa – abbia come ricaduta concreta quella di assicurare ai pazienti un’offerta terapeutica sempre più in linea ai protocolli internazionali, e quindi sempre più efficace». Ad introdurre i lavori Giulio Draetta, napoletano doc, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, che ha il prestigioso compito di decidere come spendere i milioni di dollari in ricerca medica della Harvard Medical School.

Perché quest’anno parlare del linfoma mantellare? «Nella classificazione WHO il linfoma mantellare – continua Abbadessa – è riconosciuto come entità distinta. La presentazione clinica di queste forme resta caratterizzata dalla frequente localizzazione extranodale e dalla prognosi sfavorevole, tra le peggiori dei linfomi a cellule B. Tuttavia, nella pratica clinica, si riconoscono forme ad andamento indolente, che non necessitano di alcuna terapia o che beneficiano di trattamenti di basso profilo. Atteso che i protocolli convenzionali ottengono remissioni numerose, ma di cattiva qualità per recidive frequenti e a breve termine, risultati decisamente migliori sono oggi conseguiti con regimi intensivi, comprensivi di terapie con cellule staminali autologhe o allogeniche. Tutto questo ci ha indotto a riunire i maggiori esperti per discutere della necessità di individuare criteri distintivi delle forme indolenti da quelle aggressive, cui destinare trattamenti più intensivi, la possibilità di utilizzare protocolli differenziati per età, in prima linea o in salvataggio, la utilità di terapie di mantenimento».

Partecipano: Fabrizio Pane, Riccardo Dolcetti, Giovanni Pizzolo, Stefano Pileri, Luigi Del Vecchio, Gianluca Gaiadano, Antonio Cuneo, Maura Brugiatelli, Lucia Mastrullo, Massimo Federico, Marco Ladetto, Andrea Gallamini, Sergio Storti, Anngelo Michele Carella, Felicetto Ferrara, Vincenzo Pavone, Sergio Cortellazzo, Anna Sureda, Lodovico Balducci, Nicola Cantore, Attilio Olivieri, Maurizio Martelli, Paquale Iacopino, Andres Ferreri, Vincenzo Mettivier, Alfonso D’Arco, Francesco Merli, Umberto Vitolo.


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