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Zimbabwe: boia cercasi.

Postato da on apr 14th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

job_board-400Afghanistan, Bahamas, Belize, Cina, Congo,  Cuba, Egitto, Guatemala, Iran, Iraq, Giappone, Mongolia, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Taiwan, Yemen e Zimbabwe; questi sono solo alcuni dei Paesi nel mondo dove è ancora vigente la pena di morte, l’ultimo paese in ordine di tempo ad aver abolito questa pratica è il Burundi, nel quale la pena di morte è stata soppressa nel novembre del 2008. Una decisione in tal senso sembra sempre più possibile anche per lo Zimbabwe, sono di questi giorni, infatti, alcune notizie che sembrano ricondurre la volontà del paese verso un’abolizione di questa. Shepherd Mazango, reo confesso di un omicidio commesso nel 2002, condannato nel novembre scorso alla pena capitale, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Chikurubi, poco fuori dalla capitale Harare, ha infatti fatto ricorso alla Corte Suprema e per bocca del suo avvocato sottolinea l’incompatibilità di questa punizione con la costituzione del Paese. Nello Zimbabwe la pena capitale viene applicata solo nei casi di omicidio, in mancanza di qualsiasi attenuante, e nei casi di alto tradimento o attentato alla sicurezza nazionale, sarebbe prevista anche per i casi di stupro e  di rapina, ma non è mai stata applicata, inoltre negli ultimi 20 anni quasi tutte le condanne sono state trasformate in ergastoli a vita senza possibilità di condono. Altro fattore che fa pensare ad una svolta verso l’abolizione di questa è il lunghissimo iter burocratico che una tale accusa deve seguire e che prevede che la decisione finale venga presa dal Consiglio dei Ministri, dopo che tutti i fattori sono stati considerati. La volontà del Consiglio deve ovviamente essere espressa dalla maggioranza e negli ultimi anni ottenere questa è sempre più difficile. Tutti segnali che fanno pensare ad una svolta in questo ambito, come pure la notizia di un annuncio di lavoro, molto particolare,  apparso sul Daily News in questi  giorni, dove non si richiede la solita bella presenza, ma sangue freddo e totale mancanza di coscienza, la posizione che dovrebbe occupare infatti l’aspirante candidato è quella di boia. Nella prigione di massima sicurezza di Harare questa posizione lavorativa è vacante ormai dal 2005, e nonostante il tasso di disoccupazione di questo paese tocchi punte del 94% non si riesce a trovare un uomo, niente pari opportunità per questo lavoro le donne sono escluse, che abbia voglia di imparare a fare i giusti nodi, che apprenda l’esatto vocabolario da usare in quei momenti e che si presti a togliere materialmente la vita ad un altro essere umano. Facile dedurre da questo astensionismo quello che è il pensiero della popolazione dello Zimbabwe in merito alla possibile abrogazione della pena di morte nel loro paese.     

Fonti: Sole 24 ore

nodeathpenality

Mail and Guardian


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