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Al Consiglio regionale, tre fumate nere ed un pizzico di incertezza

Postato da on mag 13th, 2010 e file sotto Territorio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

mario_abbruzzeseFinalmente operativo il Consiglio regionale del Lazio dopo l’elezione del 12 maggio, la presidenza è stata conferita a Mario Abruzzese, la vice presidenza a Bruno Astorre e Raffaele D’Ambrosio, la segreteria a Gianfranco Gatti, Isabella Rauti, e Claudio Bucci. Una giornata decisamente importante come confermato dalla presenza dello stesso Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Avrebbe dovuto tenere un discorso che tuttavia non ha avuto luogo. Da subito un po’ di scompiglio, visto che il consigliere Fazzone , incaricato di presiedere l’evento non si accorge della presenza del Sindaco. A questo piccolo incidente iniziale fanno seguito ben tre fumate nere.  L’opposizione fa scheda bianca, lo annuncia l’ex Presidente del Consiglio Bruno Astorre, che spiega come la minoranza non abbia voluto fare ostruzionismo ma nemmeno avallare un’elezione che dichiareranno in seguito non legittima. Da un lato a causa dell’incertezza riguardo l’allargamento della giunta di ben tre consiglieri, presenti e votanti, tutt’oggi al vaglio del TAR, dall’altro a causa del protocollo seguito durante la prima tornata. Sancisce l’art. 38 della legge n. 154 del ‘81 il necessario rispetto della segretezza di voto durante l’elezione. Esterino Montino per primo, porta all’attenzione dell’assemblea il problema: “Riguardo i tre consiglieri aggiunti non si tratta di questioni legali quanto piuttosto di un’imprudenza, visto che bisognerà aspettare il 10 giugno per avere l’eventuale conferma del Tribunale amministrativo”. Mentre Giulia Rodano, ex Assessore alla cultura, non solo concorda con i propri colleghi ma solleva dubbi circa le promesse effettuate dalla giunta Polverini. Erano stati dichiarati circa 5 milioni di euro di risparmio grazie alla diminuzione del numero dei Direttori di Presidenza e di altro organico, però: “ciò che è stato tolto in un’area è stato aggiunto in un’altra”, sottolinea “avranno al massimo ottenuto un taglio della spesa di meno di 1 milione di euro” aggiunge. Lo scompiglio iniziale apparentemente creato dall’opposizione, lascia il passo agli attriti in seno alla maggioranza di governo. Durante la campagna elettorale, la governatrice aveva molto parlato della presenza femminile all’interno della giunta. Una regione in rosa che purtroppo però non ha ancora visto la luce, per non parlare poi del disappunto dell’Udc, che come promesso durante la campagna si è impegnata a sostenere la coalizione, ma che tuttavia ancora non ha formalmente ricevuto alcun ruolo decisionale all’interno della stessa. I giornali lo hanno definito il rimpasto più veloce della Storia, visto che il rimescolamento delle carte prevede la testa di ben due Assessori, uno dell’ala ex Fi e l’altro ex An, e precisamente la testa di Franscesco Battistoni, provincia di Viterbo, e di Antonio Cicchetti,  Provincia di Rieti, la cui presenza all’interno del consiglio regionale sarebbe comunque salva; ma in nomination anche Stefano Cetica, fedelissimo della Polverini, anche se poco probabile visto il legame con il vertice, e Stefano Zappalà, voluto da Fazzone. Due teste sacrificate al rispetto degli accordi con l’Udc, che tuttavia come dichiarato dal Consigliere Sbardella, è ancora in attesa di conferme certe. “Almeno” aggiunge il consigliere, “grazie all’intervento di Berlusconi, c’è stata data carta bianca riguardo i nomi, ma nessuna telefonata ufficiale è stata ancora effettuata dalla governatrice e alcuna conferma è stata data in merito al rispetto degli accordi programmatici presi in campagna elettorale”.  Dopo l’incontro con il premier e la conferma ufficiale del rimpasto i dissapori aumentano, a Francesco Storace la decisione non sembra proprio andare giù: “prevedo problemi per 5 anni” dichiara poco dopo la notizia, mentre alla Pisana, in merito all’unanime decisione riguardo l’elezione di Mario Abruzzese si mostra un po’ amareggiato per esserlo venuto a sapere dalle agenzie di stampa piuttosto che dai colleghi. Nonostante un inizio complicato e confuso dovremo attendere ancora un po’ per valutare come la nuova legislatura riuscirà a mettere da parte le divergenze e governare la regione.


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