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RU486 anche il Lazio ne definisce le modalità di assunzione

Postato da on giu 14th, 2010 e file sotto Territorio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

In seguito alla legalizzazione della RU486, l’IOspedale Grassi di Ostia, ha somministrato per la prima volta nel Lazio la pillola abortiva. Ad averne fatto uso è stata una donna sotto i 40 anni di età, con tre cesarei alle spalle ed un intervento all’utero. I medici precisano di avervi voluto fare ricorso a seguito delle precarie condizioni di salute della donna. Nonostante gli operatori sanitari avessero consigliato alla paziente un’ospedalizzazione di tre giorni, la donna ha rifiutato il ricovero, preferendo essere seguita nella fase successiva dal suo medico personale. Lo stesso 10 giugno la Giunta regionale del Lazio ha approvato un protocollo, con il quale sono state recepite le linee guida del governo, contenute all’interno della legge n.194, nella quale si specifica che lo “Stato riconosce il valore sociale della maternità, e tutela la vita umana dal suo inizio”,  riconosce inoltre quello farmacologico come vero e proprio aborto, prevedendo degli strumenti di garanzia per la salute della donna durante il percorso. Conformemente a quanto stabilito dalle leggi di governo, la giunta regionale del Lazio ha emanato un protocollo di attuazione dei suddetti parametri, stabilendo che le donne che si sottoporranno a questa procedura dovranno obbligatoriamente sottoporsi a tre giorni di ricovero in apposite strutture ospedaliere, che saranno le uniche ad avere la facoltà di effettuare tali interventi.  La decisione del Grassi è stata fortemente criticata dalla giunta regionale, e dalla stessa governatrice Renata Polverini secondo cui le autorità sanitarie avrebbero dovuto attendere le linee del governo, «se dovessero presentarsi inconvenienti verranno accertate le eventuali responsabilità», ha aggiunto. Il consigliere regionale Olimpia Tarzia ha in proposito in questi giorni lavorato ad una proposta di legge per la revisione dei Consultori, affinché vengano dotati degli strumenti necessari alla prevenzione e al sostegno delle donne che sono costrette a ricorrere all’aborto. Aderisce al progetto anche il consigliere regionale del Pdl, Isabella Rauti,  che sottolinea come la pillola abortiva, proprio in virtù delle sue caratteristiche, avrebbe rischiato di essere utilizzata in modo improprio, diventando « una raccapricciante scorciatoia».

Fonte  agenzia radicale


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